Questo blog nasce dal desiderio di sperimentare un nuovo modo di fare didattica utilizzando consapevolmente le risorse offerte dalle nuove tecnologie per progettare attività didattiche motivanti e coinvolgenti per gli alunni. La nostra scelta corrisponde alle esigenze di una società complessa e soprattutto agli stili di apprendimento dei nostri alunni, "nativi digitali" e "generazioni connesse".
mercoledì 13 dicembre 2017
lunedì 11 dicembre 2017
A Silvia
Giacomo Leopardi
COMPRENSIONE DEI CONTENUTI
- A chi si rivolge il poeta nel primo verso della poesia?
- su quali aspetti della figura e delle occupazioni di Silvia si sofferma il poeta?
- In quali attività si rivede intento Leopardi? Che cosa lo distoglie da esse?
- Il ricordo del poeta si colloca in una precisa stagione dell'anno: quale?
- Come gli appariva la natura quando si affacciava al balcone?
- Quali sentimenti prova ora, ricordando i sogni e le speranze della giovinezza?
- Nei versi 36-39 è espresso il senso profondo del pensiero di Leopardi. Di che cosa accusa la Natura?
- Scegli la frase che meglio esprime il pensiero del poeta: -l'uomo non riesce nemmeno ad immaginare la sua felicità -la natura promette all'uomo la felicità, ma poi lo lascia deluso e ingannato - l'uomo è un essere profondamente infelice
- Che cosa è successo a Silvia "pria che l'erbe inaridisse il verno"? Di quali gioie è stata privata?
- Che cosa nega il destino al poeta, come a Silvia?
- Qual è la compagna della giovinezza a cui si riferisce il poeta dal verso 52 in avanti?
- Quali sono gli interrogativi che l'autore si pone a proposito del destino degli uomini?
- con quale immagine si conclude la poesia?
- La poesia è costruita su un parallelo tra Silvia e Leopardi che tocca almeno tre temi:
a) condizione di speranza e fiducia nella giovinezza
b) fatiche della gioventù che lasciano presagire un futuro sereno e meritato
c) delusione amara e fine delle speranze
Ricerca nel testo le frasi che trovi qui in disordine e sistemale nella tabella secondo il tema e la persona a cui si riferiscono.
a
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b
|
c
|
|
SILVIA
|
|||
LEOPARDI
|
Faticosa tela- agli anni miei anche negaro i fati la giovinezza-
contenta di quel vago avvenir-studi leggiadri- sudate carte- da chiuso morbo
combattuta e vinta, perivi, o tenerella
15. La figura di Silvia in questa poesia:
o
È un riferimento preciso alla figura della figlia del cocchiere, la cui morte ha
colpito dolorosamente il Leopardi
o È il simbolo della bellezza
o È il simbolo della giovinezza e delle sue
speranze, poi deluse con l’avanzare degli anni.
16) La poesia ha una struttura simmetrica:
il poeta si rivolge a ......... nelle strofe 1-......
i il poeta si rivolge a se stesso nelle strofe ..... e......
martedì 5 dicembre 2017
Il passero solitario
"Il passero solitario" è una delle liriche più importanti e più note dei poeta Giacomo Leopardi; fa parte della raccolta "I Canti" ed è un idillio perché il poeta parte dalla descrizione di un ambiente esterno per poi proiettare su di esso le proprie idee, emozioni, sensazioni visive e uditive.
Il titolo ci ricorda una particolare specie ornitologica, facendo riferimento ad una specie di uccelli il cui nome scientifico è per l'appunto "Passero solitario".
L'opera è divisa in tre strofe ed ogni strofa corrisponde ad una sequenza precisa.
La prima sequenza può essere intitolata "Il passero" perché la figura dell'uccellino e le sue abitudini vengono messe in primo piano.
Il poeta, affacciato al balcone del palazzo paterno, è attratto da un particolare: vede sulla cima della torre del campanile un passero che canta da mattina a sera ed il suo canto si diffonde dappertutto, si sente in tutta la valle circostante. il poeta ci fornisce un'informazione di tipo temporale, ci dice che è primavera, c'è la luce del sole che fa risplendere i prati e fa nascere un sentimento di gioia e piacere. poi aggiunge un'informazione di tipo uditivo, facendoci percepire i versi degli animali, il belato delle greggi ed il muggire degli armenti.
Lo sguardo del poeta successivamente ritorna sulla piazza ed eli vede gli uccelli che fanno mille giri nel cielo e festeggiano il ritorno della primavera, la stagione più bella dell'anno, simbolo anche della giovinezza, la stagione migliore della vita.
Subito egli nota le diverse abitudini del passero solitario e degli altri uccelli:il passero è solo, non si unisce a loro; canta ed in solitudine trascorre il momento più bello dell'anno e della sua vita.
Titolo della seconda strofa-sequenza potrebbe essere "Similitudine", perché il poeta paragona il modo di fare del passero con il suo stile di vita; infatti dice che si tiene lontano dai suoi coetanei, da tutte quelle cose che accompagnano la giovinezza, dalla felicità, e fugge da loro, quasi isolandosi come un eremita: in questo modo trascorre la primavera della sua vita.
Il poeta in seguito aggiunge che si sente diverso dalle persone che vivono a Recanati, ampliando la sua condizione di isolamento.
E' la festa di San Vito a Recanati, tutti si preparano a festeggiare il santo protettore della città, si sente il suono delle campane, il rimbombo dei colpi sparati a salve, i ragazzi del paese sono vestiti a festa, escono dalle loro case, passeggiano, incontrano gli altri con tutta la felicità che hanno nel cuore. Il poeta non partecipa a questa allegria, evita ogni divertimento e si allontana nella remota campagna, guarda il tramonto ed inizia a riflettere, pensa al tempo che sta passando e a se stesso che sta perdendo tutta la sua giovinezza.
Nella terza strofa l'elemento dominante è la "contrapposizione"( titolo 3 sequenza) tra l'esistenza del passero e quella del poeta: la vita solitaria del passero è dovuta ad una caratteristica della sua specie, è la sua stessa natura che lo spinge a quel determinato comportamento, mentre il poeta sta compiendo una scelta che va contro la sua natura di essere umano, animale sociale. Nell'ultima parte, infatti mette in evidenza il fatto che mentre il passero quando morirà non avrà pentimenti per aver vissuto in quel modo, lui, guardando indietro potrà anche pentirsi amaramente delle scelte che ha fatto.
giovedì 30 novembre 2017
Giornata della Diversabilità
5 Dicembre 2017
I nostri interventi
Naviganti
Servono:
tappeto blu x rappresentare il mare
Un camice da dottore
Un fonendoscopio
Una stampella x abiti
Un paio di occhiali
Un ombrello
Un cappello
Voce fuori campo ( Mingione): "I passeggeri in partenza si avvicinino alla barca! Lì troverete degli oggetti che vi potranno servire durante la traversata. Ognuno scelga quello che fa per lui."
Si presentano
Di Caprio: Io sono il dottor Stranamenti e curo tutte le ferite della gente
Di Cecio: Io ho preso la stampella che può darmi una mano
Russo: Io Ho preso l’ombrello per appoggiarmi bene
Fusco :Io ho preso gli occhiali
Caputo: Ed io il cappello
Mingione: Pronti a partire per questo lungo viaggio? Su salite sulla barca che vi porterà lontano!
Di Caprio ( sale sul tappeto):Evviva finalmente si parte
Di Cecio ( sale): A vele spiegate
Russo (sale): vento in poppa
Fusco ( sale): ci aspetta un lungo viaggio
Caputo: che emozione!
Mingione: La nostra barca inizia a navigare fino a raggiungere il mare aperto; mentre i naviganti remano godendosi il viaggio, qualcuno avverte qualcosa nell’ aria…
Fusco: Ehy fate attenzione… una tempesta in arrivo
Caputo: Dove, non vedo niente…
Fusco: Sento i tuoni in lontananza
Russo:Su, mettiamoci a remare
Mingione: Ciascuno dei naviganti inizia a remare come meglio può, ma la barca è in balia delle onde.
Di Caprio: La situazione sta peggiorando
Caputo:Sì, ha ragione, il cielo sta diventando tutto nero. Remiamo più in fretta
Fusco:Non basta remare, abbiamo il vento contrario!
Russo. Ho paura
Di Caprio: Tenetevi forte o finiremo in mare!
Russo:Io apro l’ombrello per ripararci
Di Cecio: Io remo con la stampella , andremo più veloci
Caputo: Ed io tolgo l’acqua col cappello dalla barca
Russo: Attento potresti cadere!
Mingione: Il povero dottor Stranamenti finisce in mare, tra lo sgomento di tutti
Di Caprio (rotola giù dal tappeto):Aiuto aiuto
Caputo : Afferra la mia mano
Di Caprio: Non riesco sei troppo lontano
Caputo: Aspetta mi sporgo di più
Di Caprio: Non ci arrivo… aiuto sto affogando
Di Cecio: Fai provare me
Fusco: ( continuando a remare)Stai calmo, ti aiuteremo noi
Di Cecio: Prova a prendere la mia stampella … cosi
Russo: Ce l’ha fatta… aiutiamolo a risalire…
Di Cecio: Oissa
Tutti insieme, Si abbracciano: Evviva!
Mingione: La tempesta è finita!
Scendono dal tappeto, fanno un passo in avanti tutti insieme: "Insieme per vincere le tempeste della vita."
In questi giorni abbiamo iniziato a leggere un libro che ci ha colpito molto. Il suo titolo è “ Mio fratello rincorre i dinosauri”. È un testo autobiografico in cui l’autore, Giacomo Mazzariol , un ragazzo di 17 anni racconta la storia della sua famiglia ed in particolare il suo rapporto con un fratello speciale, Giovanni.
Giovanni ha la sindrome di Down, ma il fratello maggiore ce lo racconta superando i preconcetti e ci fa conoscere il piccolo Giovanni come una persona unica e autentica, valorizzando le sue qualità e le sue possibilità.
Nei prossimi mesi continueremo la lettura, intanto vi invitiamo a fare altrettanto perché ne vale veramente la pena. Giacomo e Giovanni sono proprio due come noi, e ve li vogliamo presentare in una intervista speciale.
5 Dicembre 2017
I nostri interventi
Naviganti
Servono:
tappeto blu x rappresentare il mare
Un camice da dottore
Un fonendoscopio
Una stampella x abiti
Un paio di occhiali
Un ombrello
Un cappello
Voce fuori campo ( Mingione): "I passeggeri in partenza si avvicinino alla barca! Lì troverete degli oggetti che vi potranno servire durante la traversata. Ognuno scelga quello che fa per lui."
Si presentano
Di Caprio: Io sono il dottor Stranamenti e curo tutte le ferite della gente
Di Cecio: Io ho preso la stampella che può darmi una mano
Russo: Io Ho preso l’ombrello per appoggiarmi bene
Fusco :Io ho preso gli occhiali
Caputo: Ed io il cappello
Mingione: Pronti a partire per questo lungo viaggio? Su salite sulla barca che vi porterà lontano!
Di Caprio ( sale sul tappeto):Evviva finalmente si parte
Di Cecio ( sale): A vele spiegate
Russo (sale): vento in poppa
Fusco ( sale): ci aspetta un lungo viaggio
Caputo: che emozione!
Mingione: La nostra barca inizia a navigare fino a raggiungere il mare aperto; mentre i naviganti remano godendosi il viaggio, qualcuno avverte qualcosa nell’ aria…
Fusco: Ehy fate attenzione… una tempesta in arrivo
Caputo: Dove, non vedo niente…
Fusco: Sento i tuoni in lontananza
Russo:Su, mettiamoci a remare
Mingione: Ciascuno dei naviganti inizia a remare come meglio può, ma la barca è in balia delle onde.
Di Caprio: La situazione sta peggiorando
Caputo:Sì, ha ragione, il cielo sta diventando tutto nero. Remiamo più in fretta
Fusco:Non basta remare, abbiamo il vento contrario!
Russo. Ho paura
Di Caprio: Tenetevi forte o finiremo in mare!
Russo:Io apro l’ombrello per ripararci
Di Cecio: Io remo con la stampella , andremo più veloci
Caputo: Ed io tolgo l’acqua col cappello dalla barca
Russo: Attento potresti cadere!
Mingione: Il povero dottor Stranamenti finisce in mare, tra lo sgomento di tutti
Di Caprio (rotola giù dal tappeto):Aiuto aiuto
Caputo : Afferra la mia mano
Di Caprio: Non riesco sei troppo lontano
Caputo: Aspetta mi sporgo di più
Di Caprio: Non ci arrivo… aiuto sto affogando
Di Cecio: Fai provare me
Fusco: ( continuando a remare)Stai calmo, ti aiuteremo noi
Di Cecio: Prova a prendere la mia stampella … cosi
Russo: Ce l’ha fatta… aiutiamolo a risalire…
Di Cecio: Oissa
Tutti insieme, Si abbracciano: Evviva!
Mingione: La tempesta è finita!
Mingione: La tempesta è finita!
Scendono dal tappeto, fanno un passo in avanti tutti insieme: "Insieme per vincere le tempeste della vita."
In questi giorni abbiamo iniziato a leggere un libro che ci ha colpito molto. Il suo titolo è “ Mio fratello rincorre i dinosauri”. È un testo autobiografico in cui l’autore, Giacomo Mazzariol , un ragazzo di 17 anni racconta la storia della sua famiglia ed in particolare il suo rapporto con un fratello speciale, Giovanni.
Giovanni ha la sindrome di Down, ma il fratello maggiore ce lo racconta superando i preconcetti e ci fa conoscere il piccolo Giovanni come una persona unica e autentica, valorizzando le sue qualità e le sue possibilità.
Nei prossimi mesi continueremo la lettura, intanto vi invitiamo a fare altrettanto perché ne vale veramente la pena. Giacomo e Giovanni sono proprio due come noi, e ve li vogliamo presentare in una intervista speciale.
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Diversabilità,
Eventi,
Manifestazioni,
Teatro
martedì 21 novembre 2017
Giornate contro la violenza sulle donne
#Orange the World
25 Novembre-10 Dicembre 2017
Il 25 Novembre ricorre la Giornata Mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Assemblea delle Nazioni Unite con risoluzione del 17 Dicembre 1999. Tale data fu ufficializzata dall'ONU in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leonidas Trujillo, dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 25 Novembre del 1960 le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai mariti in prigione, furono bloccate da militari, brutalmente assassinate e gettate in un precipizio a bordo della loro auto, per simulare un incidente.
Al fine di contrastare questo fenomeno ed educare al rispetto delle diversità e della non violenza, le Nazioni Unite hanno promosso l'iniziativa "Orange the world in 16 days",invitando a colorare il mondo di arancione in queste giornate.
In classe ci dedicheremo alle seguenti attività:
- Visione di video e cortometraggi sulla tematica
- Personalizzare la nostra aula con un logo di colore arancione
- approfondire il problema attraverso la ricerca e selezione di informazioni in internet
- realizzare un laboratorio di scrittura
Inoltre, che ne dite di utilizzare il web o i canali social per veicolare questo messaggio?

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Donne,
Legalità,
Mappe concettuali
Giornate della sicurezza nelle scuole
22-23 Novembre 2017
Con decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università
e della Ricerca del 27 novembre 2015 n. 914, è stata
fissata per il 22 novembre la “Giornata nazionale per la
sicurezza nelle scuole” in memoria del tragico evento
avvenuto in tale data dell’anno 2008 nella città di Rivoli,
presso il liceo scientifico statale Darwin.
Allo scopo di diffondere la cultura della sicurezza, diritto di ogni cittadino, grande o
piccolo che sia, occorre che ciascun insegnante promuova la condivisione e la diffusione di informazioni
corrette, favorendo azioni e buone pratiche per la gestione dei rischi legati al proprio
territorio e alla propria scuola.
Con decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università
e della Ricerca del 27 novembre 2015 n. 914, è stata
fissata per il 22 novembre la “Giornata nazionale per la
sicurezza nelle scuole” in memoria del tragico evento
avvenuto in tale data dell’anno 2008 nella città di Rivoli,
presso il liceo scientifico statale Darwin.
Allo scopo di diffondere la cultura della sicurezza, diritto di ogni cittadino, grande o
piccolo che sia, occorre che ciascun insegnante promuova la condivisione e la diffusione di informazioni
corrette, favorendo azioni e buone pratiche per la gestione dei rischi legati al proprio
territorio e alla propria scuola.
martedì 14 novembre 2017
20 Novembre 2017
Cari ragazzi, mi sono cimentata in un'attività che mi è piaciuta molto e mi è sembrata interessante e coinvolgente: la creazione di una striscia di un fumetto avente come tematica quella dei diritti dell'infanzia. Ho utilizzato l'applicazione Storyboard that. Essa permette di creare delle storie a fumetti suddividendole in varie scene (sei) e di scegliere l'ambientazione, i personaggi e quello che dicono, di aggiungere titoli e didascalie. Ho scelto per l'occasione i diritti delle bambine, diritti negati purtroppo ancora oggi in tante parti del mondo e mi sono cimentata nella creazione di un personaggio e di una storia, scegliendone le caratteristiche, la disposizione e le parole. Che ve ne sembra? Vi piacerebbe provare ad inventare altre storie insieme?
Clicca sul Link per vedere il fumetto ingrandito: I diritti delle bambine
Per iniziare, vi dico che la prima fase della progettazione è opportuno farla in cartaceo, sul vostro quaderno, suddividendo lo spazio in sei riquadri e per ciascuno di essi scegliere un titolo, l'ambientazione della storia, i personaggi coinvolti e le parole nelle nuvolette.
Questa volta proveremo a realizzare una storia che si svolge a scuola, che abbia come tema quello di " Dire NO al bullismo". Ricordate, uno dei diritti dei bambini e dei ragazzi è quello di essere difesi da prepotenze e abusi! La storia sarà ambientata a scuola ma voi potrete scegliere se il protagonista sarà un ragazzo o una ragazza, le sue caratteristiche fisiche e le sue azioni. Sceglierete anche gli altri personaggi. Ricordatevi che in un atto di bullismo sono presenti oltre al bullo e alla vittima anche altre persone e che esistono forme differenti di bullismo ( diretto- indiretto- maschile e femminile...) con caratteristiche differenti. Per ogni scena scegliete un titolo e una didascalia con informazioni e dati. In classe proveremo la fase della creazione online.
Alcuni dei nostri lavori:
Alcuni dei nostri lavori:
![]() |
| Lavoro di Scialla Claudia |
| Lavoro di Sala Alba |
![]() |
| Lavoro di Izzo Alessandra |
lunedì 13 novembre 2017
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