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mercoledì 20 gennaio 2021

 Gennaio, mese della Memoria: 
pietre d'inciampo, segnali che resistono

Siamo al Vomero, uno dei quartieri più noti e frequentati di Napoli, il quartiere dello shopping e delle passeggiate. Come in ogni angolo della città, a ben guardare si scorgono ovunque le tracce del passato, delle epoche antiche e della storia più recente. Ricordo di aver parcheggiato la macchina, di essere scesa fermandomi sul marciapiede e di essermi fermata  a leggere per caso questo cartello commemorativo. In ricordo di Sergio De Simone, un bambino di soli 8 anni, costretto a vivere la più terribile delle tragedie.
 Le cugine Andra e Tatiana Bucci hanno raccontato la sua storia, che lascia sbalorditi  per la sua drammaticità. 

"Chi vuole incontrare la mamma faccia un passo avanti. Nonostante fossero stati avvertiti di non fare quel passo, per il piccolo Sergio il desiderio di riabbracciare la mamma fu più forte della paura. Fu portato in un altro campo, dove subì esperimenti scientifici, fino alla morte terribilmente incomprensibile."

 Propaganda e consenso

Ricordare e comprendere: Come è potuto accadere? Perché  tanta indifferenza? Da dove nasce il consenso? Per riconoscere che i semi dell'odio e del razzismo si nascondono anche dietro apparenze "normali". Giocattoli, fumetti, giornali, libri e quaderni: tutto può diventare strumento di propaganda per ottenere consenso. Anzi, risultano ancora più subdoli quando sembrano lontani anni luce e riguardano il mondo di bambini e ragazzi. Invece proprio il mondo della scuola ha una responsabilità enorme nel veicolare messaggi e valori. In questa attività si è cercato di ricostruire la vita all'interno di una classe degli anni del Fascismo e della guerra. La cattedra sopraelevata, i banchi, i simboli del potere... 

Saranno analizzate le copertine dei libri ed il loro contenuto, i quaderni, i dettati. Si passerà, poi , ai fumetti, con vignette propagandiste e per concludere  i giocattoli dell'epoca: soldatini, carri armati, aerei da guerra, bambole e bambolotti con divise di partito. La scuola, che dovrebbe sviluppare senso critico, ha il dovere di non abbassare mai la guardia per evitare quel controllo delle masse che ha reso possibili tanti eventi passati.

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lunedì 30 gennaio 2017

"Scritto a matita in un vagone piombato"

"Lasciata qui la mia dignità ed il mio orgoglio,
lasciati qui in questo vagone, in questo convoglio,
con solo questo figlio di canto,
Io Eva,
scrivo quello che so verrà dimenticato
scrivo di queste cabine che ci portano via
la cui unica luce è una piccola finestra
e io con mio figlio Abele
mi preparo silenziosa a quella oscurità
che non per colpa, ma per etichetta mi è stata riservata.
Ma se vedete mio figlio maggiore
colui che ingiustamente uccise suo fratello, 
per gelosia, invidia superbia che portava come un fardello
Caino, figlio di Adamo
simbolo del male nei cuori spezzati di chi,
nel vivere sta morendo dentro!
E chi ha voglia di sopravvivere, presto morirà.
Ma comunque è sempre sangue del mio sangue,
fratello dell'innocenza.
Ditegli che io lo perdono
per il male che ha fatto.
Perdono lui e il male, perché non sarei capace
di contrastarlo con la stessa moneta.
Né odio né indifferenza."
                              Ferrante Viviane

"Lasciata qui, con una  vita davanti, a morire.
lasciata qui la vita di tutti noi, a morire.
lasciata qui la mia, la tua, la sua, la vostra, 
la loro dignità, l'orgoglio e la voglia di vivere.
Qui in questo convoglio, in questo carro traballante, 
scrivo le mie parole e il mio addio
fra le persone che piangono."
                              Ferrante Viviane


"Io Eva,
non sono più una donna,
sono un numero come tanti
con mio figlio Abele 
che ho stretto a me solo per poco,
Andrò verso la strada che porta alla morte
e mi ricongiungerò a lui
per volere di un maledetto pregiudizio.
Se vedete mio figlio maggiore
ditegli che io...
pregherò per l'intera umanità
perché
Caino figlio di Adamo
riesca a ritornare in sé.
Io perdonerò la sua cattiveria
ma sappiate che ciò che sta facendo
sarà ricordato come l'atto più brutale della Storia.
Ditegli che io
con queste poche righe
farò risvegliare la mente umana
perché ciò non accada più."
                       Morena Romolini

" Qui in questo convoglio buio e funebre
io, Eva, buttata nell'angolo del treno
con mio figlio Abele,  appoggiato con la testa
sulle mie ginocchia,
con qualche lacrima che cade
 pian piano sul pavimento del convoglio, 
piango.
E se vedete mio figlio maggiore
Caino, figlio di Adamo
ditegli che ritorni in se stesso 
e che io lo perdono, nonostante tutto."
                               Cristiano Camilla

" Qui in questo convoglio
isolato
io Eva, con mio figlio Abele
siamo costretti ad abbandonarci
al nostro destino...
Se vedete mio figlio maggiore
Caino, figlio di Adamo
ditegli che io lo perdono
per aver compiuto quel gesto estremo ed inaspettato
nei confronti di Abele
che tanto lo amava.
sono sicura che non avresti
mai voluto farlo
e sappi che io non dimenticherò.
                              Tavano Fatima
    







lunedì 22 febbraio 2016

Giornata della Memoria





Il nostro viaggio attraverso la memoria
Narrare è ricordare. Il ricordo è l’arma più potente per contrastare il dilagare dell’oblio e dell’indifferenza.
Questa giornata è stata istituita con tale obiettivo: ricordare la tragedia dell’Olocausto in modo che una follia così atroce non si verifichi mai più.
Insieme ai nostri alunni abbiamo ripercorso le orme di Anna Frank, di Primo Levi, dei bambini di Terezin e di molte altre vittime innocenti che hanno perso la vita nei campi di sterminio nazisti attraverso l’approfondimento di testimonianze di vario genere, quali la lettura di brani tratti dalla narrativa memorialistica, poesie, disegni, visione di film e documentari storici, racconti di sopravvissuti.
Molto importanti le testimonianze di chi si è recato in visita presso i campi di concentramento fornendoci la testimonianza diretta della Storia attraverso le fotografie scattate in quei luoghi e il racconto delle proprie emozioni. Ci siamo chiesti come sia stato possibile che una tragedia come quella della Shoah sia avvenuta nell’indifferenza di molti.
Ci siamo domandati se la storia sia davvero maestra di vita o se in realtà gli uomini non hanno imparato nulla dagli errori dei loro predecessori. Gli avvenimenti della nostra storia più recente, fino ai giorni nostri sembrano confermare questa seconda ipotesi. Conflitti dimenticati, genocidi, fosse comuni, massacri avvengono ancora oggi. Per non parlare di un altro tipo di massacro, più silenzioso ma non meno crudele, quello generato dalla non equa distribuzione delle risorse sul nostro pianeta, che miete ogni anno un numero enorme di vittime.
 Eppure la speranza resta. “L’uomo ha un difetto, può pensare”, dice il poeta tedesco B. Brecht.
Anche noi riponiamo le nostre speranze nella capacità che contraddistingue gli uomini rispetto alle bestie, la capacità di discernere tra il bene e il male e  di operare secondo coscienza.
Ecco il nostro messaggio: “Mai più indifferenza.”