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martedì 24 novembre 2020

#Orangetheworld

25 Novembre-10 Dicembre 2020


Dati: 

 -Il 35 % delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito nella sua vita una qualche forma di violenza
 -8 vittime su 10 non hanno la forza di denunciare di essere state vittime di violenza né l’autore della violenza stessa.
-La violenza psicologica non fa meno male di quella fisica.
 -Offendere, opprimere, umiliare, mortificare, denigrare: anche questa è violenza.
 -Casa: luogo dove ricevere amore, rispetto, protezione. Per tante donne oggi  la casa non è un luogo sereno e la convivenza forzata non è affatto rassicurante.
 -In questi mesi di emergenza i casi di violenza domestica  sono aumentati vertiginosamente, così come le richieste di aiuto.
- 91: femminicidi verificati da inizio anno 2020 ( 1 ogni 3 giorni)
- Il lockdown ha visto triplicare il fenomeno.
Messaggio: 
-Ricorda, donna, non sei sola, se hai bisogno non esitare a chiedere aiuto.
-Fai come me: dici NO al silenzio.
-E tu, uomo, se potessi guardare con gli occhi di una donna, riusciresti a percepire come si sente.
-Ricorda: se ami qualcuno non gli fai del male. 
-L'amore non può essere violento.
-Rendiamo ogni donna libera dalla violenza.









 

martedì 6 ottobre 2020

 11 Ottobre 2020
Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze   #iogiocoallapari
Uguaglianza e pari opportunità. 
Insieme contro i pregiudizi

Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze

giovedì 5 marzo 2020

Rosa digitale weeks: 2-15 marzo 2020


Marzo è il mese scelto a livello internazionale per parlare di pari opportunità e diritti; è un mese che si colora di rosa o, in occasione della giornata internazionale delle donne, del giallo delle mimose. Per questo motivo ho deciso di approfondire con voi questa tematica e inondare di petali rosa il mondo intorno a noi. 

Il prossimo venerdì avremmo dovuto portare in classe dei materiali per realizzare The wall of doll- il muro delle bambole, con slogan e riflessioni significative.  Non potendo realizzare un muro reale, che ne dite di crearne uno virtuale?

Parte 1: Scelta delle bambole: chi ha la possibilità, scelga una bambola che ha conservato o che ha in casa perché appartiene ad una sorellina minore (possibilmente una Barbie) e che vi ispiri una riflessione.  Scatta una foto della bambola da te scelta e scrivi sul quaderno le motivazioni della  scelta, completando la frase: 

 Ho scelto questa bambola perché... 

Vi faccio degli esempi: 

Es 1:  Ho scelto una bambola vestita con un abito da sposa perché fino a non molto tempo fa il ruolo centrale della donna nella società era quello di moglie e madre, dedita alla casa ed alla cura dei suoi figli. Cosa è cambiato oggi? Qual è il ruolo della donna nella società contemporanea? Ha la possibilità di svolgere un'attività al di fuori della famiglia, anche in campi considerati spesso "maschili"  ( in campo scientifico e tecnologico, in lavori "pesanti" )o esistono ancora pregiudizi ( tipo "donna al volante, pericolo costante") ?

Es. 2: Ho scelto questa bambola vestita con un abito regale perché ho pensato che per essere realizzata una persona non ha bisogno di essere trattata da principessa, ma di essere considerata una persona capace di pensare e di agire, a cui vengono date le stesse opportunità degli uomini.  #possoesserequellochevoglio è l' hastag scelto per la Giornata internazionale della donna del 2020. Sei d'accordo? 

Parte 2: In classe durante le lezioni di tecnologia avete realizzato dei bozzetti di moda. Se qualcuno di essi vi sembra significativo per la nostra causa, possiamo arricchire il nostro muro anche con i disegni, sempre corredati  di relative riflessioni.  In questo modo anche coloro che non hanno una bambola contribuiranno alla realizzazione del nostro muro. 


Crea uno slogan anche tu per diffondere il tuo messaggio. 


Materiali di approfondimento: Donne e scienza- tecnologie e invenzioni- Yes, we can!



Wall of dolls a Genova





mercoledì 9 ottobre 2019

#Savethedate

11 Ottobre 2019

"International day of girl child"


Perché il colore arancione per la giornata delle bambine e delle ragazze? Il motivo è molto interessante: la scelta di questo colore è stata determinata dal fatto che uno degli obiettivi di questa giornata è quello di contrastare molti "Stereotipi" difficili da sradicare. 
Che cos'è uno stereotipo? Si tratta di un'idea, consolidata nel tempo, che ti fa vedere sempre le cose in uno stesso modo e si oppone al cambiamento. Stereotipo è associare, ad esempio, il colore rosa alle bambine e l'azzurro ai maschietti, al punto tale da collegare puntualmente il rosa al sesso femminile. Questo in fin dei conti non crea particolari problemi, è solo questione di usanze e culture.
Ma stereotipo è anche pensare che le donne debbano stare in casa e gli uomini andare a lavorare o che stirare sia roba da donne o, peggio, che le donne non devono necessariamente studiare o che ci sono lavori non adatti per loro. 
Molte di queste idee sono difficili da  far dimenticare in tutti i paesi del mondo; persistono anche in quelli più progrediti e sviluppati. 
Per questo motivo è stato scelto un colore diverso dal rosa, un colore pieno di energie ma nuovo rispetto al passato, a dimostrare che cambiare si può.
E' nata così la giornata delle bambine e delle ragazze, ricordata a livello internazionale per non dimenticare che in molti paesi del mondo le bambine non hanno, purtroppo, le stesse opportunità dei loro coetanei maschi e che la parità è ancora lontana.
Osservate questo video che spiega bene le discriminazioni di genere:

Quali pensieri ed emozioni ha suscitato in voi la visione del video? Hai mai sentito parlare delle discriminazioni di genere? 
Purtroppo ci sono bambine e ragazze nel mondo che vengono private ogni giorno di tanti diritti; a differenza dei fratelli maschi, ad esempio, molte bambine non possono andare a scuola per antiche usanze culturali o perché devono aiutare in casa o perché le strade sono pericolose, altre sono costrette a sposarsi giovanissime contro la loro volontà, altre ancora subiscono discriminazioni sul lavoro pur lavorando quanto gli uomini.
Lei è Malala Yousafzai, Una ragazza pakistana che da tempo si batte per i diritti civili e il diritto all’istruzione delle bambine e delle ragazze e ha vinto nel 2014 il Premio Nobel per la Pace. È diventata molto conosciuta in seguito all’attacco subito nel 2012, quando fu colpita alla testa da un colpo di pistola sparato da un talebano, mentre stava tornando a casa da scuola a Mingora, nella valle di Swat.


 Ascoltiamo insieme il discorso da lei fatto davanti all'Assemblea delle Nazioni Unite e riflettiamo sulle sue parole. 

Approfittiamo delle sue parole per esprimere anche noi un messaggio di speranza affinché tutti i bambini e le bambine del mondo possano realizzare i loro sogni. Per domani, 11 Ottobre, realizzate una piccola ricerca sul significato della giornata e portate a scuola l'occorrente per lavorare in gruppo: pastelli, fogli da disegno, magari qualche idea creativa da realizzare in classe. 

#Orangetheday



venerdì 8 marzo 2019

#8marzodellebambine 2019

Video Unicef in occasione della 
Giornata internazionale della donna 2019

Shirin Neshat " I diritti delle donne"
Museo Madre- Napoli
Foto di Scialla Claudia III D


mercoledì 21 novembre 2018

        Giornata contro la violenza sulle donne   

      25 Novembre 2018


Anche quest'anno, come negli ultimi anni scolastici, mi preme approfondire insieme a voi una problematica di grande importanza e delicatezza: il fenomeno della violenza contro le donne che, purtroppo, risulta "dilagante" nella nostra società e che colpisce indistintamente donne di tutte le classi sociali, di diverse età e culture.

Analizzeremo il problema da diversi punti di vista, ricercando dati oggettivi riferiti all'Italia ed al mondo, andremo alla ricerca delle possibili cause di comportamenti aggressivi e violenti nei confronti delle donne e ci metteremo nei panni delle vittime, cercando di comprendere, per quanto sia estremamente difficile, come possano sentirsi le vittime di violenza di qualunque tipo.
Questa volta, invece di proporvi la realizzazione di un testo espositivo, vi chiedo di cimentarvi nella scrittura di un genere più intimista e psicologicamente sentito: la poesia.
  1.  scegliete un aspetto che vi ha particolarmente colpito ( es. la sofferenza, la libertà, la bellezza, il ripiegarsi in sé stesse, il senso di colpa...)
  2. organizzate una mappa concettuale per la scrittura attraverso un brainstorming ( a cosa mi fa pensare? Che cosa fa? come si sente? ) e scrivi delle parole chiave, alcune concrete, altre concetti astratti.
  3. scrivete i primi versi ed organizzateli secondo la vostra creatività ( preferite uno schema tradizionale o uno schema libero? Usate le rime o versi sciolti?) Sta a voi la scelta.
  4. fate buon uso delle cose che abbiamo imparato dei testi poetici ( posizione delle parole-chiave, enjambements, pause, inversioni, allitterazioni, metafore...)
  5. pensate allo spazio grafico e curate la disposizione dello spazio, aggiungendo, se volete, anche un'immagine significativa, un disegno fatto da voi. Guardate qualche esempio:



















Vi mostro il lavoro svolto da alcuni vostri coetanei :


martedì 21 novembre 2017

Giornate contro la violenza sulle donne
#Orange the World
25 Novembre-10 Dicembre 2017

Il 25 Novembre ricorre la Giornata Mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Assemblea delle Nazioni Unite con risoluzione del 17 Dicembre 1999. Tale data fu ufficializzata dall'ONU in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leonidas Trujillo, dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 25 Novembre del 1960 le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai mariti in prigione, furono bloccate da militari, brutalmente assassinate e gettate in un precipizio a bordo della loro auto, per simulare un incidente.
Al fine di contrastare questo fenomeno ed educare al rispetto delle diversità e della non violenza, le Nazioni Unite hanno promosso l'iniziativa "Orange the world in 16 days",invitando a colorare il mondo di arancione in queste giornate.





In classe ci dedicheremo alle seguenti attività:

  • Visione di video e cortometraggi sulla tematica
  • Personalizzare la nostra aula con un logo di colore arancione
  • approfondire il problema attraverso la ricerca e selezione di informazioni in internet
  • realizzare un laboratorio di scrittura 
Inoltre, che ne dite di utilizzare il web o i  canali social per veicolare questo messaggio?










venerdì 25 novembre 2016


25 Novembre 2016 

Immagine correlata



" Giornata internazionale contro la violenza sulle donne"




Immagine correlata


#orangetheworld


Messaggio del presidente Mattarella

 "La violenza contro le #donne è inaccettabile, è una ferita all'intera società"



giovedì 11 febbraio 2016

"Noi, voci di donne"

Percorso didattico sulla tematica dei diritti delle donne



1. Il ruolo della donna nelle varie epoche storiche
2. Le lotte per l'emancipazione femminile
3. Le donne nella letteratura (  scrittrici e/o poetesse e figure femminili nelle opere letterarie)
4. La condizione della donna oggi nel mondo
5. Diritti negati alle donne (istruzione, espressione...): Malala Yousafzai
6. La violenza domestica
7. Le spose bambine

Letture dei seguenti brani 
  • G. Leopardi "A Silvia"
  • Renata Viganò: "La partigiana Agnese"
  • Brano tratto da "La terrazza proibita" di Fatema Mernissi
  • Poesie di Alda Merini
  • "Piccole guerriere crescono"- "La storia di Rose"- Il dramma dei bambini soldato

Il ruolo della donna nella storia e nella società




Discorso di Malala alle Nazioni Unite






Cortometraggio sulla violenza domestica

Cortometraggio "Piccole cose dal valore non quantificabile"


LA RAPPER AFGHANA CHE VUOLE SALVARE LE SPOSE BAMBINE

Sonita Alizadeh ha 18 anni e viene dalla provincia afghana di Herat, non lontano dal confine con l'Iran. Confine che ha attraversato con la sua famiglia tanti anni fa, alla ricerca di una vita migliore, lontana dalla guerra.

Aveva dieci anni la prima volta che stava per essere venduta in sposa a un uomo molto più grande di lei. Non capiva bene cosa stesse accadendo. A quell'età sembra tutto un gioco.

È lì l'inganno. Alla bambina si regalano vestiti nuovi, la si trucca e la si coccola, e il giorno dopo lei si ritrova lontana dalla sua famiglia, nel letto di un uomo a volte anche vent'anni più grande. Spaventata, infelice, sola.

Fortunatamente Sonita è riuscita a fuggire da tutto questo. Per altri sei anni.

La famiglia aveva bisogno di soldi per il matrimonio di suo fratello.
“Devo pagare 9mila dollari per la moglie di mio figlio. Sonita è un ragazza perfetta, perché non dovrei ricevere lo stesso per lei?”, si chiedeva la madre, mentre valutava un'offerta da 7mila dollari.
“In quel momento mi si è spezzato il cuore”, racconta Sonita in un'intervista all'organizzazione americana Women in the world.
A sedici anni la tua vita non è più un gioco. Sei abbastanza grande da poter capire quello che sta succedendo. È stato in quel momento che Sonita ha deciso che non si sarebbe rassegnata al suo destino da donna afghana.
“Non mi sono arresa perché avevo immaginato un futuro radioso per me”, sostiene.
Sonita ha preso in mano carta e penna e ha cominciato a scrivere.
Nel nome di questa penna che è la mia arma, e la mia voce che è la voce della mia generazione, lascia che ti racconti la verità, la storia delle donne indifese dell'Afghanistan.
Ma quello che stava scrivendo non era il post di un blog qualunque, né l'inizio di un libro: era il testo di una canzone – una canzone rap.
In Iran è illegale lavorare come cantante solista senza il permesso del governo. Sonita non ha avuto paura. Grazie al sostegno dei suoi amici è riuscita a registrare segretamente le sue canzoni.
I suoi pezzi parlano delle spose bambine, della violenza sulle donne, del lavoro minorile. Tutti argomenti che una ragazza afghana non dovrebbe menzionare, ancor meno denunciare.
Lascia che ti bisbigli le mie parole, affinché nessuno mi possa sentire mentre racconto della vendita di bambine, la mia voce non deve essere ascoltata, perché è contro la sharia, le donne devono restare in silenzio, è questa la tradizione nella nostra città.
Nel video musicale della canzone Vendere le spose in Afghanistan, Sonita ha un codice a barre disegnato sulla fronte, dei lividi neri intorno agli occhi, le labbra sanguinanti. Indossa un abito da sposa e un trucco che non riesce a nascondere le sue ferite, che vanno ben oltre quelle che possiamo vedere sul suo corpo.
Il video è stato condiviso da tantissime ragazze che riuscivano a capire quello che provava Sonita, nonostante magari non avessero avuto il suo stesso coraggio. Qualche settimana dopo la sua pubblicazione, Sonita ha ricevuto l'opportunità di andare a studiare negli Stati Uniti, dove non ci sono Taliban che la minacciano, autobombe che esplodono o divieti sulla libertà delle donne.
Adesso ha 18 anni ed è libera di esprimersi come meglio crede. Ogni volta che si arrabbia, scrive e canta. La musica è la sua terapia, ma come ha detto lei stessa, è anche la sua arma: l'arma con cui ha scelto di cambiare il mondo.
Non è arrabbiata con sua madre per averla voluta vendere.
“Lei, semplicemente, non era a conoscenza che esistesse una realtà differente”, ha detto. “Tra l'altro, mia madre adesso è una mia fan. Se sono riuscita a far cambiare idea alla mia famiglia con la musica, allora forse posso cambiare il mondo”.
Secondo Sonita le ragazze sono forti, ma hanno bisogno di un sostegno. Lei vuole esserlo per tutte quelle che non ce l'hanno.
Sogna di poter tornare in Afghanistan come una rapper già affermata, ma sa che la vita di un'attivista non è affatto facile in un Paese fortemente tradizionalista come il suo.
"Il mio Paese ha bisogno di una ragazza come me”, ha detto con consapevolezza




Women who changed the world