Visualizzazione post con etichetta Eventi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eventi. Mostra tutti i post

mercoledì 16 marzo 2022

 

Insieme per la Pace- Corteo degli studenti contro la guerra



08 Marzo 2022 - Piazza degli Eroi, il cuore pulsante della nostra città, ha accolto gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Moro-Pascoli”, che si sono riuniti per inviare il loro messaggio al mondo intero,  un messaggio di pace, unico vero bene per l’umanità intera. Alla manifestazione hanno partecipato tutti gli alunni della scuola secondaria di primo grado, gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola Primaria e i bambini di cinque anni della scuola dell’infanzia insieme ai loro docenti ed alla dirigente scolastica, la dottoressa Teresa Luongo. Insieme a loro le istituzioni cittadine, dal sindaco Giuseppe Vozza a Don Stefano Giaquinto, ai referenti delle associazioni operanti sul territorio.

I colori delle bandiere, i disegni dei cartelloni e dei palloncini gialli e azzurri come la bandiera ucraina, il risuonare dei canti hanno riempito la piazza di vita e di speranza.

Di fronte a quanto sta accadendo in Ucraina, nella nostra Europa, ad un passo da noi, la scuola non può rimanere indifferente, anzi diventa il luogo in cui ci si confronta e si cerca di comprendere la complessità del presente, un luogo di condivisione di valori, una palestra di cittadinanza e di democrazia.  Oggi più che mai è nostro dovere riconoscere che la pace va costruita con l’impegno ed il dialogo.

E’ stato un momento di condivisione profonda di pensieri, riflessioni, emozioni. Nel percorso si sono succeduti gli interventi degli alunni di ciascun plesso, a partire dai più piccoli, i bimbi della scuola dell’infanzia, che hanno intonato l’Inno d’Italia, ai loro compagni più grandi, con i loro messaggi di pace e solidarietà, anche con riferimenti alle figure di grandi promotori di pace, da Gandhi a Madre Teresa, ai poeti Brecht e Quasimodo, per citarne solo alcuni, intervallandoli con le canzoni contro la guerra.


Un momento particolarmente significativo è stato l’intervento di Don Stefano Giaquinto, che ha portato una testimonianza concreta di quanto sta avvenendo in Ucraina, facendo conoscere la famiglia di rifugiati  che da poco è stata accolta nella nostra comunità.

La manifestazione si è conclusa con un piccolo gesto simbolico, per esprimere vicinanza al popolo ucraino, facendo volare i palloncini dei più piccoli nel cielo, sperando che possano superare ogni barriera, ogni confine, per portare solidarietà ai nostri fratelli e ricordare che il cielo di Caserta è lo stesso di Kiev e che non servono muri, ma ponti tra gli uomini.

domenica 17 novembre 2019

I have a "Green"



In marcia verso il 20 Novembre: La scuola adotta i diritti dell'infanzia

Anche quest'anno la nostra scuola ha deciso di intraprendere una simbolica Marcia dei diritti, un cammino che coinvolge tutti gli alunni, con particolare riferimento agli studenti delle classi prime. 
Quest'anno ho proposto alla classe ID di approfondire un diritto espresso nella Dichiarazione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nell' articolo 24: " Diritto alla salute e di vivere in un ambiente sano".


Giornalista: Buongiorno a tutti da Radio Casagiove network. Oggi vi parliamo dall’istituto Comprensivo Moro-Pascoli dove gli alunni si sono riuniti per una lezione speciale dal titolo “ I have a Green”. Come vi è venuta l’idea di dare questo titolo alla vostra attività?

1.      Abbiamo preso spunto da una celebre frase di Martin Luther King “ I have a dream" e fatto un gioco di parole per dare a tutti un messaggio di tipo “Ecologico”, il nostro sogno verde, di un mondo più vivibile e sano.

2.      Dopo aver letto la Convenzione sui diritti dell’infanzia ci siamo soffermati sull’articolo 24- Diritto di vivere in salute ed in un ambiente sano. Abbiamo pensato che non bisogna andare molto lontano per vedere calpestato questo diritto, perché nel mondo industrializzato e progredito l’ambiente è davvero a rischio.

3.      Per questo abbiamo deciso di partire da qui, dalle nostra città, dalle nostre abitudini, per capire che non abbiamo solo diritti ma anche doveri nei confronti di noi stessi e della natura, se vogliano preservare la vita.

Giornalista: questi ragazzi stanno rivolgendo il loro appello al mondo degli adulti per far capire loro che è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e dare un contributo per migliorare la vita, iniziando da piccoli gesti quotidiani, che diventano abitudini semplici e concrete ma importanti per salvaguardare l’ambiente.

 1. Il nostro primo appello è quello di proteggere le poche aree verdi che ancora rimangono nelle nostre città, testimoni dell’esistenza naturale, superstiti dell’invasione del cemento e dell’asfalto.

2.“Ci vuole un albero per salvare le città ormai assediate dall’inquinamento, dal cemento, dal calore, dagli insetti, dal rumore.
Un albero sembra una cosa da poco, una soluzione semplice, da fiaba, per gente un po’ ingenua e premoderna e che non ama la tecnologia e invece non esiste una tecnologia che sia complessa e perfetta come quella di un albero.
Sono esseri viventi che non hanno la possibilità di muoversi e dunque hanno sviluppato strategie estremamente sofisticate per sopravvivere. Vivono a lungo in modo pacifico, e possono aiutarci a stare meglio: la loro ombra rinfresca le nostre giornate estive; aumentano l’umidità dell’aria e dunque abbassano la temperatura; assorbono l’anidride carbonica e le polveri sottili, e molte altre cose ancora.
Dobbiamo imparare a rispettarli e ad amarli, pensare a loro come amici e compagni, cittadini del mondo, silenziosi e saggi guardiani delle nostre città.”
Francis Hallè  “Ci vuole un albero per salvare la città”


















Giornalista: Ecco a voi il secondo messaggio Green!

4. Plastica: colorata, divertente, trasformista, intelligente. La plastica la ritroviamo un po’ dappertutto nelle nostre case, dagli oggetti di uso quotidiano, come lo scolapasta, una sedia, la penna che usiamo ogni giorno. Ha preso il posto di altri materiali, spesso più pesanti e più costosi. Può assumere qualsiasi forma, è leggera, pratica, coloratissima. Pensate alla differenza con uno scolapasta di metallo! Inoltre puoi creare oggetti di arredo anche di design ed è molto economica.

5. Purtroppo questo materiale ha anche tanti lati negativi, primo tra tutti, il fatto di essere un derivato del petrolio, una sostanza purtroppo molto inquinante. La plastica può essere riciclata, se smaltita nel modo giusto, basta guardare le etichette Pe, Pet, PVC e gettarla pulita nel contenitore giusto. Questo spesso non avviene e si ritrovano rifiuti di plastica gettati agli angoli delle strade, con conseguenze disastrose per l’ambiente.







   











Visione video Microplastiche.

3. Per questo motivo vi invitiamo a ridurre l’uso della plastica  e riciclarla, a partire dalle buste per la spesa, che vi invitiamo a sostituire con delle shoppers di tela che ci siamo divertiti a decorare con disegni e slogan green.

Giornalista:  Sperando di essere stati convincenti vi salutiamo  da Radio Casagiove Network. Che la sfilata abbia inizio!


Sfilata ecologica.

Compiti da realizzare:
 1)
Prendendo spunto dalle word cloud visionate e utilizzando il programma Word Art visto in classe, realizza delle nuvolette di parole secondo le indicazioni:
  1.  Scelta delle parole chiave- significative per lanciare un messaggio ecologico;
  2. Dopo aver inserito le parole e scelto il carattere in base all'importanza che si vuole dare a ciascuna di esse, scegliere le forma;
  3. Verificare la scelta adeguata dei colori
  4. Salvare, scaricare e stampare
Hai usato la tecnologia per veicolare un messaggio "Green". Le vostre nuvolette saranno poi pubblicate sul blog degli studenti Giornale@scuola.

2)
  1. Scegliere uno slogan e un'immagine semplice per poter decorare le shopper di stoffa.
  2. portare l'occorrente per la realizzazione del lavoro
  3. ricordare di procedere accuratamente e senza fretta 
  4. partecipazione alla sfilata ecologica
Ecco a voi  degli esempi:




















Competenze valutate: Alfabetica funzionale, Imprenditoriale, Digitale, Matematica e in scienze, tecnologia e ingegneria,  Multilinguistica, Personale, sociale e capacità di  imparare ad imparare, Competenze in materia di cittadinanza, competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.


domenica 10 marzo 2019

Giornata della Legalità 2019

Organizzazione attività a classi aperte
Classi terze

Il giardino della memoria- Sessa Aurunca(Caserta)Bene confiscato alla camorra e restituito alla comunità

 Sono trascorsi ormai 25 anni da quel fatidico 19 Marzo 1994, quando Don Peppe Diana, parroco di Casal di Principe, in provincia di Caserta, venne ucciso, il giorno del suo onomastico, in chiesa, mentre si accingeva a prepararsi per la messa. 
Un uomo coraggioso, che ci ha lasciato un messaggio di immenso valore, mostrando, con le sue scelte di vita la strada da intraprendere per combattere contro la criminalità, la violenza, l'arroganza di chi, senza scrupoli, si arricchisce a discapito della vita di altri esseri umani.
***
Stanco di vedere tante vittime per mano della camorra, soprattutto tra i più giovani suoi concittadini, spazzati via dalla violenza più cupa della lotta tra clan o a causa della droga, nel 1991 decide di ribellarsi scrivendo il documento "Per amore del mio popolo non tacerò", sottoscritto, oltre che da lui, da altri sacerdoti di Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Villa Literno, Villa di Briano e Casapesenna.
***
Per amore del mio popolo non tacerò
***
“Siamo preoccupati
Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra…
La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni, tangenti, traffici illeciti per l’acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato. 
***
 E’ oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche è caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi. 
Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.
Il nostro impegno di denuncia non deve e non può venire meno.”
*** 

 Il suo Killer si presentò in chiesa, precisamente nella sagrestia, alle ore 7,30 e gli domando: " E' lei don Peppe ?"
"Sì, sono io"- sono state le sue ultime parole.
Cinque colpi rimbombarono nelle navate, due pallottole lo colpirono al volto, le altre bucarono la testa, il collo, la mano. Avevano mirato alla faccia. Aveva trentasei anni.

***
 Sgomento generale quando si diffuse la notizia di quanto accaduto; la violenza aveva colpito al cuore una comunità, che adesso trovava la forza per aprire gli occhi e rompere quel muro di omertà costruito da secoli di disagio, soprusi e sopraffazione. Furono soprattutto i giovani a scendere per le strade gridando il suo nome. Ma… cosa vedo laggiù… guardate anche voi, sì, voltatevi… dai balconi delle case sventolavano mille lenzuola bianche, una pioggia di stoffe candide legate alle ringhiere e alle finestre. 
*** 
Coreografia: “Sono solo parole” 
***
 No, Non sono solo parole. Sono molto di più. Sono strane le parole, possono ferire, ti trafiggono come lance appuntite, un vortice senza fine che fa male, travolge all’improvviso, quando non ti aspetti. Oppure sono come fiori, che con i loro colori ed il loro profumo arricchiscono il mondo di una nuova bellezza. Le parole sono un’arma potentissima per diffondere messaggi, per divulgare un pensiero positivo, dei valori morali e civili. La camorra non si combatte con le sue stesse armi, la violenza non cancella la violenza né l’odio che da essa ha origine. Per questo motivo gli eroi della legalità decidono di utilizzare l’arma più potente che sia stata data all’uomo: la parola. Ha inizio, così, la loro azione di denuncia. In luoghi e tempi diversi essi hanno manifestato il proprio dissenso e, per il significato simbolico che la loro opera ha assunto nella lotta alla criminalità, sono diventati degli emblemi di giustizia e legalità.


***
Da Don Peppe ad un altro Giuseppe, anzi, Don Pino, regione diversa, stesso destino. Parliamo di Don Pino Puglisi, un altro sacerdote ed insegnante che con la parola e con l’esempio ci ha insegnato a reagire per amore della legalità.  
“Mi ricordo ancora la prima lezione con lui. Si era presentato con una scatola di cartone. L’aveva messa al centro dell’aula e aveva chiesto cosa ci fosse dentro. Nessuno aveva azzeccato la risposta. Poi era saltato sulla scatola e l’aveva sfondata. <<Non c’è niente. Ci sono io che sono un rompiscatole>>. Ed era vero. Uno che rompe le scatole in cui ti nascondi, le scatole in cui ti ingabbiano, le scatole dei luoghi comuni, le scatole delle parole vuote, le scatole che separano un uomo da un altro uomo, simulando muri spessi come quelli della canzone dei Pink Floyd.”
Esistono muri di pietra, duri, difficili da scavalcare, e muri invisibili che dividono le persone. Sono i muri dell’omertà, dell’indifferenza, del razzismo così difficili da sradicare. 
***
 Vi voglio raccontare una storia. Siamo a Castelvolturno, un tempo ridente cittadina del litorale domizio, oggi un paese di frontiera, dove i clan si fanno la guerra per il controllo del territorio e lo spaccio di droga.  Proprio qui avviene una delle stragi più terribili da parte della camorra, la strage di San Gennaro. La sera  del 18 Settembre 2008 furono sparati più di 130 colpi con pistole e kalashnikov contro alcuni immigrati che si trovavano dentro e fuori la sartoria Ob Ob Exotic Fashion a Ischitella, frazione di Castel Volturno. Furono uccise sette persone, mentre Joseph Ayimbora, sopravvissuto fingendosi morto, nonostante la mitragliata di colpi che lo aveva centrato alle gambe e all’addome, riuscì ad avere il tempo di guardare in faccia chi gli aveva sparato e altre due persone e la sua testimonianza fu decisiva per riconoscere gli autori della strage. Gli assassini sono stati tutti arrestati e condannati per strage con l’aggravante dell’odio razziale. 

***
L’indomani della strage, il 19 settembre, centinaia di  immigrati inscenarono una protesta, anche violenta, contro la camorra e le condizioni di degrado in cui vivevano e successivamente, il 9 novembre,  fu organizzato un concerto per contrastare la criminalità e diffondere i valori del diritto, dell’uguaglianza e dell’integrazione. Ospite d’onore la cantante Miriam Makeba, Mama Africa, sostenitrice dei diritti umani e della minoranza di colore in particolare. Sudafricana, aveva lottato insieme a Nelson Mandela per l’abolizione della segregazione razziale nel suo paese ed era stata costretta all’esilio. La sua lotta per l’uguaglianza e la dignità umana è continuata in tutto il mondo attraverso le sue canzoni e si è conclusa proprio su quel palco di Castelvolturno. Miriam si è sentita male durante il concerto, ma ha terminato lo stesso il suo intervento ,nonostante il malore, ma l’attacco cardiaco fu per lei fatale. Il grande cuore di “Mama Africa” scelse di fermarsi in un’altra Africa, quella casertana. 
***
«Ci sono tre cose per le quali sono venuta al mondo - ripeteva Miriam Makeba - e ci sono tre cose che avrò nel cuore fino al giorno della mia morte: la speranza, la determinazione e il canto». Vi vogliamo lasciare con una sua canzone, un inno alla gioia ed alla vita, perché, nonostante i mille problemi della società, ciascuno si impegni con forza e determinazione per colorare questo mondo, perché la bellezza lo renda migliore.
***
Coreografia Pata Pata 

martedì 13 marzo 2018

Settimana della Legalità 2018



Dal 14 al 21 marzo 2018  il nostro istituto ha organizzato la "Settimana della legalità", per parlare di cittadinanza, impegno civile, giustizia e legalità. Questa settimana prevede vari incontri e momenti di condivisione e riflessione, attraverso la collaborazione di associazioni e personalità che operano sul nostro territorio e si impegnano quotidianamente per veicolare i valori della legalità.

Come si può leggere dalla brochure della nostra settimana della legalità, abbiamo fatto nostre le parole di Don Milani ed il suo insegnamento per esprimere tutti insieme un messaggio importante: I care, mi importa, mi sta a cuore, in contrapposizione all’atteggiamento egoista di chi dice "Non sono cose che mi riguardano, me ne infischio…"

Abbiamo immaginato un dialogo tra due persone. Una chiede all’altra: "Perché ti dai tanto da fare, che ti importa, cosa ci guadagni?" E l’altro risponde: " …  because i care, perché a me importa, mi interessa e voglio prendermene cura. "
Questo è il messaggio che oggi tutti insieme vogliamo dare:  a noi importa eccome, a noi importa impegnarci per iniziare a far cambiare le cose.
Ringraziamo Don Luigi Merola, che ci offre un esempio evidente di chi ha abbracciato quella stessa causa e che, attraverso le sue coraggiose scelte  ed il suo impegno quotidiano in contesti di vita non facili ci invita a fare altrettanto, impegnandoci ogni giorno un poco di più per contribuire a migliorare la nostra società.



giovedì 30 novembre 2017

Giornata della Diversabilità
5 Dicembre 2017
I nostri interventi
Naviganti
Servono: 
 tappeto blu x rappresentare il mare
Un camice da dottore 
Un fonendoscopio
Una stampella x abiti
Un paio di occhiali
Un ombrello
Un cappello

Voce fuori campo ( Mingione): "I passeggeri in partenza si avvicinino alla barca! Lì troverete degli oggetti che vi potranno servire durante la traversata. Ognuno scelga quello che fa per lui."
Si presentano
Di Caprio: Io sono il dottor Stranamenti  e curo tutte le ferite della gente
Di Cecio: Io ho preso la stampella  che può darmi una mano
Russo: Io Ho preso l’ombrello per appoggiarmi bene
Fusco :Io ho preso gli occhiali 
Caputo: Ed io il cappello

Mingione: Pronti a partire per questo lungo viaggio? Su salite sulla barca che vi porterà lontano!
Di Caprio ( sale sul tappeto):Evviva finalmente si parte
Di Cecio ( sale): A vele spiegate
Russo (sale): vento in poppa
Fusco  ( sale): ci aspetta un lungo viaggio
Caputo: che emozione!
Mingione:  La nostra barca inizia a navigare fino a raggiungere il mare aperto; mentre i naviganti remano  godendosi il viaggio,  qualcuno avverte qualcosa nell’ aria…
Fusco: Ehy  fate attenzione… una tempesta in arrivo
Caputo: Dove, non vedo niente… 
Fusco: Sento i tuoni in lontananza
Russo:Su, mettiamoci a remare
Mingione: Ciascuno dei naviganti inizia a remare come meglio può, ma la barca è in balia delle onde.
Di Caprio: La situazione sta peggiorando
Caputo:Sì,  ha ragione, il cielo sta diventando tutto nero. Remiamo più in fretta
Fusco:Non basta remare, abbiamo il vento contrario!
Russo. Ho paura
Di Caprio: Tenetevi forte o finiremo in mare!
Russo:Io apro l’ombrello per ripararci 
Di Cecio: Io remo con la stampella , andremo più veloci
Caputo: Ed io tolgo l’acqua col cappello dalla barca
Russo: Attento potresti cadere!
Mingione: Il povero dottor Stranamenti  finisce in mare, tra lo sgomento di tutti
Di Caprio (rotola giù dal tappeto):Aiuto aiuto
Caputo : Afferra la mia mano
Di Caprio: Non riesco sei troppo lontano
Caputo: Aspetta mi sporgo di più
Di Caprio: Non ci arrivo… aiuto sto affogando
Di Cecio: Fai provare me
Fusco: ( continuando a remare)Stai calmo, ti aiuteremo noi
Di Cecio: Prova a prendere la mia stampella … cosi
Russo: Ce l’ha fatta… aiutiamolo a risalire…
Di Cecio: Oissa 
Tutti insieme, Si abbracciano: Evviva!
Mingione: La tempesta è finita!
Scendono dal tappeto, fanno un passo in avanti tutti insieme: "Insieme  per vincere le tempeste della vita."


In questi giorni abbiamo iniziato a leggere un libro che ci ha colpito molto. Il suo titolo è “ Mio fratello rincorre i dinosauri”. È un testo autobiografico in cui l’autore, Giacomo Mazzariol , un ragazzo di 17 anni racconta la storia della sua famiglia ed in particolare il suo rapporto con un fratello speciale, Giovanni. 
Giovanni ha la sindrome di Down, ma il fratello maggiore ce lo racconta superando i preconcetti e ci fa conoscere il piccolo Giovanni come una persona unica e autentica, valorizzando le sue qualità e le sue possibilità. 
Nei prossimi mesi continueremo la lettura, intanto vi invitiamo a fare altrettanto perché ne vale veramente la pena. Giacomo e Giovanni sono proprio due come noi, e ve li vogliamo presentare in una intervista speciale. 





mercoledì 1 novembre 2017

Settimana del benessere psicologico in Campania



Anche Casagiove partecipa alla Settimana del Benessere Psicologico con un incontro sul tema:" Io e l'altro. Chi è l'altro? Il mondo virtuale."
 9 Novembre 2017 c/o sala I piano Quartiere Militare Borbonico- Casagiove