Questo blog nasce dal desiderio di sperimentare un nuovo modo di fare didattica utilizzando consapevolmente le risorse offerte dalle nuove tecnologie per progettare attività didattiche motivanti e coinvolgenti per gli alunni. La nostra scelta corrisponde alle esigenze di una società complessa e soprattutto agli stili di apprendimento dei nostri alunni, "nativi digitali" e "generazioni connesse".
lunedì 22 maggio 2017
lunedì 15 maggio 2017
Discorso Don Ciotti
11 Maggio 2017, Castel Volturno
Per visualizzare il contenuto del padlet :https://padlet.com/savina_gravante/83k5lyhwl1n2
Servizio Raitre sulla manifestazione: :http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-d2203e2e-1690-4898-839d-f712cdab8eb1.html
Servizio Raitre sulla manifestazione: :http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-d2203e2e-1690-4898-839d-f712cdab8eb1.html
martedì 9 maggio 2017
giovedì 4 maggio 2017
Esiti questionari di monitoraggio sulle abitudini alimentari
Classe II G
Risultati questionario monitoraggio su " Salute, benessere e stili di vita"
Risultati questionario sport
https://docs.google.com/forms/d/1hgAzFHOM5jVzo1WSNJQj7idAWqGZBaY5Q1PAGSCA4nA/edit#responses
![]() |
| Alunni: Del Greco, Ferrante, Carbone, Rossi |
![]() |
| Alunni: Mobiglia, Tavano, D'Errico Angela |
![]() |
| Alinni: De Mizio, Di Blasio, D'Errico Antonio II G |
venerdì 28 aprile 2017
Consapevolezza e responsabilità: fare della memoria il seme di una nuova speranza.
“Vorrei
invitare me e voi a prendere coscienza di fare della memoria il seme di una
nuova speranza, un seme che porta frutto. I nomi delle vittime innocenti non le scriviamo
soltanto su una targhetta ma le scriviamo nella nostra coscienza. Pensando
questa sera a Mario Diana e pensando a tutte le altre vittime io credo che
dobbiamo dirci con forza, per evitare la retorica della memoria, che noi
abbiamo la responsabilità di una memoria vera e quindi dobbiamo fare della
memoria il seme di una nuova speranza.
Devo dire che le ragazze e il ragazzo che hanno recitato poco fa sono stati meravigliosi perché hanno reso vivo il
ricordo delle vittime innocenti della criminalità con le loro parole; certo
avevano una traccia, ma vi siete accorti tutti di come hanno saputo tradurre e consegnarci in
modo vivo le persone che non ci sono più, come le hanno raccontate, come ci
hanno coinvolti, la loro semplicità ma anche la loro forza.
Allora Mario
Diana dobbiamo scriverlo nella nostra coscienza, il suo nome come quello degli
altri sennò diventa retorica la memoria, diventano celebrazioni, diventano
eventi, si intitolano strade e non ha più senso. Dobbiamo, invece, fare in modo
che la memoria sia qualcosa di vivo. Deve esserci la consapevolezza entro
ciascuno di noi che le ferite non si cancelleranno mai e tocca a noi fare in
modo che due parole ci accompagnino nella vita: consapevolezza e
responsabilità. Consapevolezza e responsabilità sono indivisibili. Tra loro non
c’è la e di congiunzione ma c’è verbo. Essere
consapevoli è un atto di responsabilità. La responsabilità è essere
consapevoli.
Questa sera
questi ragazzi ci hanno regalato un momento di riflessione, ci hanno consegnato
attraverso quello che hanno raccontato il bisogno che noi ci assumiamo la
responsabilità e la consapevolezza.
Pensando a
quello che ci è stato consegnato da questi stupendi ragazzi, è la cultura che
dà la sveglia alle coscienze; è
fondamentale conoscere perché la conoscenza è la via maestra del cambiamento.
Conoscere per diventare persone più responsabili, conoscere per diventare
cittadini, non a intermittenza a seconda dei momenti e delle emozioni, ma
cittadini responsabili. Abbiamo bisogno di questo: la cultura, i percorsi della
scuola, la dimensione dell’educare. Ma l’educare non può essere lasciato solo
sulle spalle delle famiglie e della scuola: il nostro sogno è la città
educativa; la città è un organismo vivente e per vivere ha bisogno del
contributo di ciascuno. Tutte le realtà di una città non devono solo
preoccuparsi dei ragazzi, devono occuparsene. Devono sentire che la dimensione
culturale e quella educativa appartengono a tutti. La città educativa, un
organismo dove tutte le componenti in maniera diversa devono concorrere insieme
nella lotta alla povertà, alle diseguaglianze alle ingiustizie, alla camorra,
alla corruzione. La lotta ha bisogno certamente del lavoro di magistrati e
forze di polizia, ma ha bisogno soprattutto di quella che Giovanni Falcone
chiamò la Civiltà. G. Falcone, disse testualmente che “la lotta alla mafia ha
bisogno di legalità e di civiltà.”
Oggi ad
aprire una strada è proprio la cultura, l’educazione, fare crescere il senso di
consapevolezza, riuscire ad insegnare
che è possibile cambiare, voltare pagina, anche se non è semplice. La
cultura, l’educazione, l’offrire delle opportunità concrete è essenziale. Certo
il lavoro di istituzioni e magistrati è importante ma questa sera pensando a
Mario Diana, alla fondazione in suo nome che offre borse di studio per favorire
la cultura e l’educazione ci rendiamo
conto di quanto ciò sia importante. Il ricordo delle vittime ci stimola a
ricercare una maggiore giustizia, a impegnarci di più, per diffondere i valori
che anno affermati nella vita per essere fino in fondo cittadini responsabili,
non cittadini a intermittenza. Dobbiamo guardare al nostro morire perché a volte siamo noi che moriamo ogni giorno di senso, di significato; c’è il rischio che
noi moriamo e perdiamo il senso vero della vita ed anche il senso vero della
morte se ci lasciamo scavalcare dal pessimismo e dalla superficialità. La
morte, queste morti, ci invitano a guardarci dentro, a scuotere le nostre
agonie, a farci reagire per cambiare ciò che non va bene e costruire un mondo
migliore. Pensare a Mario e a tutti gli altri è un invito ad essere più veri,
più impegnati, più attenti nella vita e più attenti verso tutti gli altri.”
Casagiove, 26 Aprile 2017 Incontro con gli studenti Plesso Pascoli
Don Luigi
Ciotti
domenica 16 aprile 2017
Visita guidata all'anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere
20-04-2017- Classi Prime
giovedì 6 aprile 2017
Percorso di poesia
Scegli un'idea da cui partire, ad esempio un ambiente naturale ( mare, bosco, prato, montagna....)
Utilizzala come idea centrale della tua mappa concettuale.
Quali elementi concreti percepibili con i 5 sensi puoi collegare ad essa? Scrivili con tante freccette, arricchendoli con riferimenti a colori, suoni, odori...)
Adesso allarga la tua mappa concettuale, passando dalle cose concrete ai concetti astratti: quali emozioni, sensazioni si collegano alle immagini che hai descritto? Quali pensieri suscitano in voi?
Ricordati di usare gli strumenti della cassetta degli attrezzi del poeta:
-dividi la poesia in due strofe, di cui una descrittiva ed una riflessiva;
-le strofe non devono essere necessariamente della stessa lunghezza e possono presentare rime o essere in versi liberi
-ricorda di inserire le parole chiave in posizioni strategiche
-puoi usare assonanze, consonanze, allitterazioni, enjambements...
-concludi scegliendo un titolo adatto
-
mercoledì 5 aprile 2017
SALERNO TRA ARTE, STORIA E POESIA
- Introduzione: valore formativo dell'uscita didattica
- meta del viaggio: percorso pluridisciplinare di arte, storia e letteratura.
- itinerario nella storia:primi insediamenti, con riferimento all'origine del nome
- Età antica: civiltà villanoviana e periodo romano (Museo provinciale- reperti vari)
- Età medievale

- Guerra di liberazione dal Nazifascismo- sbarco alleati
- Salerno capitale d'Italia
- Esempio di riqualificazione urbana : La bellezza salverà il mondo- I graffiti ispirati alle poesie di Alfonso Gatto e altri poeti illustri
7.Conclusioni:l'esperienza dell'uscita didattica come momento di crescita e maturazione personale,per imparare non solo i saperi disciplinari ma soprattutto a relazionarsi e confrontarsi positivamente con i compagni di classe e di altre classi e gli insegnanti.
lunedì 27 marzo 2017
Iscriviti a:
Post (Atom)























