giovedì 28 ottobre 2021

martedì 26 ottobre 2021

 Commemorazione IV Novembre 2021


I nostri lavori: Lapbook della Memoria storica



Il nostro intervento:

Matilda - Oggi vi voglio raccontare la storia di Johnny il seminatore. E’ tornato a casa, finalmente, dopo mesi di guerra, in un paese lontano, Laggiù.  Ricordo che partì volontario, pieno di buoni propositi, deciso a fare il suo dovere fino in fondo in nome della Patria e della Libertà. Aveva indossato la sua divisa e, fiero, camminava  sicuro di sé come chi fa sempre ciò che è giusto. 
Annachiara: Ma adesso il suo aspetto è diverso, soprattutto gli occhi, sempre velati di una leggera malinconia,  forse per qualcosa che è successo Laggiù. Non parla, sembra immerso nel suoi pensieri, ma oggi è qui perché  il bisogno di raccontare emerge con tutta la sua forza e diventa un fiume in piena. 
Daniele-Era la mia prima missione, quando arrivai era già notte; ero lontano da casa ed ero stanco del viaggio; mi sistemai sulla mia branda e  mi addormentai. Il mattino dopo qualcosa mi ha svegliato: un silenzio totale, assoluto, come non lo avevo mai avvertito prima. Per la prima volta ho visto questo paese, una pianura fatta di sassi e polvere e in lontananza montagne altissime e immense, tutto roccia e ghiaccio. Poi ho sentito un rumore, il rumore dei campanelli  di un gregge di pecore, e dei pastori alti, magri, barbuti, vestiti con quelle palandrane che si usano là. Sembravano molto poveri. Questo è il primo ricordo di Laggiù. Non ho visto neanche un nemico.
Matilda - Com’era la giornata di un soldato? Quali i compiti da assolvere?
Daniele: Ho compiuto 28 missioni nei primi due mesi, con la mia squadriglia di bombardieri. Volavo, seguivo la rotta  tracciata e quando giungevo al punto indicato dalle coordinate, premevo il pulsante e sganciavo le bombe.
Annachiara- Là sotto c’era qualcosa , un obiettivo, una fortezza, una postazione nemica?
-Non lo sapeva, volava molto in alto, vedeva montagne e pianure, ma il mondo gli sembrava indistinto. Missione compiuta-  diceva facendo rapporto al ritorno.
Matilda-E poi cos’è successo? Quando hai deciso di tornare a casa?
Daniele- Finché sganciavo le mie bombe su bersagli ignoti  non mi sono reso conto di nulla, ma poi ho capito… e ancora oggi ne soffro, non riesco a perdonarmi.
Un giorno mi hanno assegnato un nuovo compito, dovevo guidare un aereo piccolo, lento, panciuto. Nella pancia diecimila mine. Sapete che effetto fanno le mine?
Annachiara-Uccidono.
Matilda-Possono essere di tanti tipi.  Alcune uccidono, altre scoppiano, ma non uccidono. Le hanno studiate apposta. Quelle che se le calpesti ti tranciano le gambe, quelle che assomigliano a giocattoli e se i bambini le prendono in mano… addio…. Quelle che colpiscono gli occhi. Cosa ci può essere di più terribile per un bambino di piombare nel buio?
Daniele: Partivo ogni mattina, da solo. Non volavo più alto, ma basso e potevo vedere  i campi, le case, gli animali, le persone  che lavoravano, prendevano l’acqua al pozzo,  coltivavano i campi., andavano a far legna. Sono diventato un seminatore, facevo il mio dovere, seminavo mine.
Avevo ordini precisi: non seminarle a caso, ma attorno ai villaggi e alle case, ai corsi d’acqua e le strade, nei campi.
- Matilda: Ma la guerra si fa con i soldati , ed i soldati non arano i campi, non vanno a prendere l’acqua o a raccogliere legna o a giocare accanto ad un fiume. Non si fa guerra a donne, bambini, anziani, uomini inermi….
- Daniele: Inizialmente non avevo idea di ciò che stavo facendo, poi è successo.
- Annachiara: A cosa ti riferisci?
- Daniele :Mi ero recato in un paese dal nome impronunciabile  quando li vidi arrivare, sembravano fantasmi, pallidi e lenti, vestiti di bianco, ma no, non lo erano. Erano ragazzi, bambini. Arrancavano per quella strada fangosa, appoggiandosi a bastoni e stampelle, sorreggendosi a vicenda. Allora capii: quello era il raccolto della mia semina, le vittime delle mine che distribuivo ogni giorno.
- Annachiara: Come si sarà sentito allora?
- Per niente bene, se ne andò barcollando e non chiuse occhio. Il giorno dopo decise di ritornare a casa. Voglio essere un seminatore, disse, ma non di bombe. Vogli seminare vita, non morte. E’ tornato alla casa di suo padre e ha iniziato a coltivare la terra, sperando che dia dei buoni frutti. La guerra non è mai giusta e le sue conseguenze sono tragiche. 
- Matilda: Sapete dove si trova Laggiù?
- Laggiù può essere ovunque,  nel deserto dell’Africa e tra le montagne dell’Asia, si chiama Eritrea, Etiopia,  Iraq, Siria, Afghanistan, Somalia, Sudan… L’elenco è lunghissimo
- Nel nostro mondo ci sono tanti conflitti dimenticati, di cui nessuno parla e le cui vittime sono spesso civili, anche bambini, rimasti uccisi o mutilati , feriti nel corpo e nell’animo.
- Daniele: Qualcuno dice che alcune guerre sono giuste, ma io vi lascio una domanda: davvero le guerre sono giuste e necessarie? Io scelgo la pace, io scelgo la vita.

Classe III D


giovedì 7 ottobre 2021

 Percorso tra Storia, Letteratura e Attualità


Leggiamo la poesia di Luigi Mercantini “La spigolatrice di Sapri”

 

Eran trecento: eran giovani e forti:  

          E son morti!

 

     Me ne andavo al mattino a spigolare


Quando ho visto una barca in mezzo al mare:


Era una barca che andava a vapore,

E issava una bandiera tricolore.

All’isola di Ponza si è fermata,



È stata un poco, e poi s’è ritornata;

S’è ritornata, e qui è venuta a terra;

Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra.




Eran trecento: eran giovani e forti: 

          E son morti!

 

Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra,

Ma s’inchinaron per baciar la terra: 

Ad uno ad uno li guardai nel viso;

Tutti aveano una lagrima ed un sorriso:

Li disser ladri usciti dalle tane,

Ma non portaron via nemmeno un pane;

E li sentii mandare un solo grido:

— Siam venuti a morir pel nostro lido! —

 

     Eran trecento: eran giovani e forti:

          E son morti!

 

     Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro

Un giovin camminava innanzi a loro;

Mi feci ardita, e presol per la mano,

Gli chiesi: — Dove vai, bel capitano?

Guardommi, e mi rispose: — O mia sorella,

Vado a morir per la mia Patria bella! —

Io mi sentii tremare tutto il core,

Nè potei dirgli: — V’aiuti il Signore! —

 

     Eran trecento: eran giovani e forti:

          E son morti!

 

     Quel giorno mi scordai di spigolare,


E dietro a loro mi misi ad andare:

Due volte si scontrar con li gendarmi,

E l’una e l’altra li spogliar dell’armi:

Ma quando fûr della Certosa ai muri,

S’udirono a suonar trombe e tamburi;

E tra il fumo e gli spari e le scintille

Piombaron loro addosso più di mille.

 

     Eran trecento: eran giovani e forti:

          E son morti!

 

     Eran trecento, e non voller fuggire;

Parean tremila e vollero, morire:

Ma vollero morir col ferro in mano,

E innanzi ad essi correa sangue il piano.

Finchè pugnar vid’io, per lor pregai;

Ma a un tratto venni men, nè più guardai...

Io non vedeva più fra mezzo a loro

Quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro!...

 

     Eran trecento: eran giovani e forti:

          E son morti!

Conosciamo Carlo Pisacane:



Un amore al tempo della rivoluzione



Riflessioni:
  • A quale avvenimento storico del Risorgimento è dedicata la lirica?
  • Chi è il protagonista della spedizione?
  • Cerca informazioni sulla dinamica della spedizione
  • Come terminò?
  • Da quale punto di vista viene raccontata la vicenda?
  • Chi è la spigolatrice?
  • Osserva il dipinto di Millet intitolato "Le spigolatrici". Come vengono rappresentate e cosa ci comunica il quadro?
  • Osserva ora la statua commissionata dal Comune di Sapri ad un artista contemporaneo.  Che figura di donna compare? Come viene rappresentata?
  • Questa statua ha suscitato molte polemiche: da una parte  ci sono coloro che evidenziano il contrasto tra la figura rappresentata e il significato della lirica e criticano la figura femminile per l'aspetto estetico , dall'altra coloro i quali sostengono che l'arte non debba avere gabbie, rappresentando la libera creazione dell'artista.  Tu da che parte stai? Motiva la tua risposta.


 

 

giovedì 30 settembre 2021

 Essere anziani oggi


Il cielo

Quando sono triste guardo il cielo:
nuvole che hanno l’aspetto di una famiglia,
nuvole simili alla cartina del Giappone.
Ci sono anche nuvole che si divertono ad inseguirsi.
Ma dove andranno tutte quante?
Al tramonto, le nuvole tinte di rosso,
di notte, le stelle del firmamento.
Anche tu devi trovare il tempo
di alzare lo sguardo al cielo!