giovedì 21 dicembre 2017

A lezione di Legalità: incontro con Catello Maresca

Attività per gli alunni della classe terza

21 Dicembre 2017


Dopo aver partecipato all'incontro con il Magistrato Catello Maresca, sono emersi alcuni concetti su cui vi invito a riflettere:
  1. Perché è importante parlare di Cittadinanza e soprattutto perché aggiungere l'aggettivo "attiva"? Il  sostantivo in sé non esprime già impegno, partecipazione, solidarietà, condivisione? Per quale motivo oggi si ritiene necessario caricare ulteriormente di significato un concetto di per sé molto significativo? Forse perché nella società odierna ha perso il suo valore?
  2. Cosa possiamo fare noi per essere "cittadini attivi"? Spesso conosciamo bene i nostri diritti e li reclamiamo a gran voce, ma la nostra Costituzione, oltre che di diritti, parla anche di doveri... Quali sono i nostri doveri di cittadini consapevoli e responsabili? 
  3. Analisi di un'emozione: la paura. in molti casi, quando c'è da prendere una decisione la paura ci blocca, ci impedisce di andare avanti, ci frena e ostacola. Come si supera la paura? Partendo dal fatto che la paura è la più ancestrale delle emozioni, quella strettamente collegata alla sopravvivenza dell'essere umano, e quindi ha anche un valore positivo oltre che quello negativo solitamente attribuitole, come si supera la paura? Se focalizzo la mia attenzione sull'obiettivo futuro, piuttosto che su ciò che mi blocca, riesco a superarla. Ecco il segreto. Ricordate: ciò che mi rende felice oggi è ciò che mi faceva paura ieri.


mercoledì 20 dicembre 2017


Eventi e manifestazioni Natale 2017

Cari ragazzi, si avvicina una delle feste più celebrate dell'anno ed è l'occasione per condividere momenti, pensieri ed emozioni e riflettere sui veri valori della vita, dando la giusta importanza ad ognuno di essi.  Ringraziando Don Stefano per aver invitato la scuola alla sua iniziativa di solidarietà, invito anche voi ragazzi a prendere parte all'incontro con il magistrato Catello Maresca, che si terrà presso l'Auditorium della Chiesa di S. Michele il 21 Dicembre. Sarà l'occasione per parlare di Legalità, approfondire una tematica che ci sta particolarmente a cuore ascoltando le parole di chi combatte ogni giorno affinché non sia soltanto una parola , ma si concretizzi in un modo di vivere comune. Si tratta di una lezione diversa rispetto a quelle che avvengono nelle aule scolastiche, ma altrettanto importante. 




                                            Il giorno 22 Dicembre, invece, sarà bello ascoltare tutti insieme il concerto di brani natalizi del coro della scuola, per la prima volta al completo, con la partecipazione degli alunni di tutte le classi della Scuola Secondaria. L'armonia delle voci e dei suoni dei vari strumenti ci invita a riflettere sull'importanza dell'ascolto, del prestare attenzione all'altro, per migliorare e migliorarsi sempre più. Come i musicisti di un'orchestra: se ciascuno pensa solo a se stesso la musica potrà pure essere tecnicamente perfetta ma non susciterà alcuna emozione, invece se ogni musicista è attento a quello che è accanto a lui, percepisce i suoi bisogni e nel silenzio presta attenzione anche al più piccolo dettaglio, la musica si fonderà in un tutto armonico di straordinaria bellezza. 






mercoledì 13 dicembre 2017

Christmas in coding...

Dicembre è un mese carico di festività e di voglia di auguri originali e personali. 
Nei prossimi giorni proveremo a creare a scuola delle cartoline di auguri da inviare a chi è vicino o a chi è lontano, utilizzando Scratch e la propria creatività.





lunedì 11 dicembre 2017

A Silvia
Giacomo Leopardi

COMPRENSIONE DEI CONTENUTI     

  1. A chi si rivolge il poeta nel primo verso della poesia?
  2. su quali aspetti della figura e delle occupazioni di Silvia si sofferma il poeta?
  3. In quali attività si rivede intento Leopardi? Che cosa lo distoglie da esse?
  4. Il ricordo del poeta si colloca in una precisa stagione dell'anno: quale?
  5. Come gli appariva la natura quando si affacciava al balcone?
  6. Quali sentimenti prova ora, ricordando i sogni e le speranze della giovinezza?
  7. Nei versi 36-39 è espresso il senso profondo del pensiero di Leopardi. Di che cosa accusa la Natura?                                                                                                                 
  8. Scegli la frase che meglio esprime il pensiero del poeta:                                                                           -l'uomo non riesce nemmeno ad immaginare la sua felicità                                                          -la natura promette all'uomo la felicità, ma poi lo lascia deluso e ingannato                                -  l'uomo è un essere profondamente infelice
  9. Che cosa è successo a Silvia "pria che l'erbe inaridisse il verno"? Di quali gioie è stata privata?
  10. Che cosa nega il destino al poeta, come a Silvia?
  11. Qual è la compagna della giovinezza a cui si riferisce il poeta dal verso 52 in avanti?
  12. Quali sono gli interrogativi che l'autore si pone a proposito del destino degli uomini?
  13. con quale immagine si conclude la poesia?
  14. La poesia è costruita su un parallelo tra Silvia e Leopardi che tocca almeno tre temi:
a) condizione di speranza e fiducia nella giovinezza
b) fatiche della gioventù che lasciano presagire un futuro sereno e meritato
c) delusione amara e fine delle speranze

Ricerca nel testo le frasi che trovi qui in disordine e sistemale nella tabella secondo il tema e la persona a cui si riferiscono.


a
b
c
SILVIA



LEOPARDI



Faticosa tela- agli anni miei anche negaro i fati la giovinezza- contenta di quel vago avvenir-studi leggiadri- sudate carte- da chiuso morbo combattuta e vinta, perivi, o tenerella

15. La figura di Silvia in questa poesia:

o   È un riferimento preciso alla figura  della figlia del cocchiere, la cui morte ha colpito dolorosamente il Leopardi
  o  È il simbolo della bellezza
        È il simbolo della giovinezza e delle sue speranze, poi deluse con l’avanzare degli anni. 
     
     16)  La poesia ha una struttura simmetrica:
      il poeta si rivolge a ......... nelle strofe 1-......
i     il poeta si rivolge a se stesso nelle strofe ..... e......
       
   

martedì 5 dicembre 2017

Il passero solitario


"Il passero solitario" è una delle liriche più importanti e più note dei poeta Giacomo Leopardi; fa parte della raccolta "I Canti" ed è un idillio perché il poeta parte dalla descrizione di un ambiente esterno per poi proiettare su di esso le proprie idee, emozioni, sensazioni visive e uditive.

Il titolo ci ricorda una particolare specie ornitologica, facendo riferimento ad una specie di uccelli il cui nome scientifico è per l'appunto "Passero solitario".

L'opera è divisa in tre strofe ed ogni strofa corrisponde ad una sequenza precisa.

La prima sequenza può essere intitolata "Il passero" perché la figura dell'uccellino e le sue abitudini vengono messe in primo piano.

Il poeta, affacciato al balcone del palazzo paterno, è attratto da un particolare: vede sulla cima della torre del campanile un passero che canta da mattina a sera ed il suo canto si diffonde dappertutto, si sente in tutta la valle circostante. il poeta ci fornisce un'informazione di tipo temporale, ci dice che è primavera, c'è la luce del sole che fa risplendere i prati e fa nascere un sentimento di gioia e piacere. poi aggiunge un'informazione di tipo uditivo, facendoci percepire i versi degli animali, il belato delle greggi ed il muggire degli armenti.

Lo sguardo del poeta successivamente ritorna sulla piazza ed eli vede gli uccelli che fanno mille giri nel cielo e festeggiano il ritorno della primavera, la stagione più bella dell'anno, simbolo anche della giovinezza, la stagione migliore della vita.

Subito egli nota le diverse abitudini del passero solitario e degli altri uccelli:il passero è solo, non si unisce a loro; canta ed in solitudine trascorre il momento più bello dell'anno e della sua vita.

Titolo della seconda strofa-sequenza potrebbe essere "Similitudine", perché il poeta paragona il modo di fare del passero con il suo stile di vita; infatti dice che si tiene lontano dai suoi coetanei, da tutte quelle cose che accompagnano la giovinezza, dalla felicità, e fugge da loro, quasi isolandosi come un eremita: in questo modo trascorre la primavera della sua vita.

Il poeta in seguito aggiunge che si sente diverso dalle persone che vivono a Recanati, ampliando la sua condizione di isolamento.

E' la festa di San Vito a Recanati, tutti si preparano a festeggiare il santo protettore della città, si sente il suono delle campane, il rimbombo dei colpi sparati a salve, i ragazzi del paese sono vestiti a festa, escono dalle loro case, passeggiano, incontrano gli altri con tutta la felicità che hanno nel cuore. Il poeta non partecipa a questa allegria, evita ogni divertimento e si allontana nella remota campagna, guarda il tramonto ed inizia a riflettere, pensa al tempo che sta passando e a se stesso che sta perdendo tutta la sua giovinezza.

Nella terza strofa l'elemento dominante è la "contrapposizione"( titolo 3 sequenza) tra l'esistenza del passero e quella del poeta: la vita solitaria del passero è dovuta ad una caratteristica della sua specie, è la sua stessa natura che lo spinge a quel determinato comportamento, mentre il poeta sta compiendo una scelta che va contro la sua natura di essere umano, animale sociale. Nell'ultima parte, infatti mette in evidenza il fatto che mentre il passero quando morirà non avrà pentimenti per aver vissuto in quel modo, lui, guardando indietro potrà anche pentirsi amaramente delle scelte che ha fatto.





giovedì 30 novembre 2017

Giornata della Diversabilità
5 Dicembre 2017
I nostri interventi
Naviganti
Servono: 
 tappeto blu x rappresentare il mare
Un camice da dottore 
Un fonendoscopio
Una stampella x abiti
Un paio di occhiali
Un ombrello
Un cappello

Voce fuori campo ( Mingione): "I passeggeri in partenza si avvicinino alla barca! Lì troverete degli oggetti che vi potranno servire durante la traversata. Ognuno scelga quello che fa per lui."
Si presentano
Di Caprio: Io sono il dottor Stranamenti  e curo tutte le ferite della gente
Di Cecio: Io ho preso la stampella  che può darmi una mano
Russo: Io Ho preso l’ombrello per appoggiarmi bene
Fusco :Io ho preso gli occhiali 
Caputo: Ed io il cappello

Mingione: Pronti a partire per questo lungo viaggio? Su salite sulla barca che vi porterà lontano!
Di Caprio ( sale sul tappeto):Evviva finalmente si parte
Di Cecio ( sale): A vele spiegate
Russo (sale): vento in poppa
Fusco  ( sale): ci aspetta un lungo viaggio
Caputo: che emozione!
Mingione:  La nostra barca inizia a navigare fino a raggiungere il mare aperto; mentre i naviganti remano  godendosi il viaggio,  qualcuno avverte qualcosa nell’ aria…
Fusco: Ehy  fate attenzione… una tempesta in arrivo
Caputo: Dove, non vedo niente… 
Fusco: Sento i tuoni in lontananza
Russo:Su, mettiamoci a remare
Mingione: Ciascuno dei naviganti inizia a remare come meglio può, ma la barca è in balia delle onde.
Di Caprio: La situazione sta peggiorando
Caputo:Sì,  ha ragione, il cielo sta diventando tutto nero. Remiamo più in fretta
Fusco:Non basta remare, abbiamo il vento contrario!
Russo. Ho paura
Di Caprio: Tenetevi forte o finiremo in mare!
Russo:Io apro l’ombrello per ripararci 
Di Cecio: Io remo con la stampella , andremo più veloci
Caputo: Ed io tolgo l’acqua col cappello dalla barca
Russo: Attento potresti cadere!
Mingione: Il povero dottor Stranamenti  finisce in mare, tra lo sgomento di tutti
Di Caprio (rotola giù dal tappeto):Aiuto aiuto
Caputo : Afferra la mia mano
Di Caprio: Non riesco sei troppo lontano
Caputo: Aspetta mi sporgo di più
Di Caprio: Non ci arrivo… aiuto sto affogando
Di Cecio: Fai provare me
Fusco: ( continuando a remare)Stai calmo, ti aiuteremo noi
Di Cecio: Prova a prendere la mia stampella … cosi
Russo: Ce l’ha fatta… aiutiamolo a risalire…
Di Cecio: Oissa 
Tutti insieme, Si abbracciano: Evviva!
Mingione: La tempesta è finita!
Scendono dal tappeto, fanno un passo in avanti tutti insieme: "Insieme  per vincere le tempeste della vita."


In questi giorni abbiamo iniziato a leggere un libro che ci ha colpito molto. Il suo titolo è “ Mio fratello rincorre i dinosauri”. È un testo autobiografico in cui l’autore, Giacomo Mazzariol , un ragazzo di 17 anni racconta la storia della sua famiglia ed in particolare il suo rapporto con un fratello speciale, Giovanni. 
Giovanni ha la sindrome di Down, ma il fratello maggiore ce lo racconta superando i preconcetti e ci fa conoscere il piccolo Giovanni come una persona unica e autentica, valorizzando le sue qualità e le sue possibilità. 
Nei prossimi mesi continueremo la lettura, intanto vi invitiamo a fare altrettanto perché ne vale veramente la pena. Giacomo e Giovanni sono proprio due come noi, e ve li vogliamo presentare in una intervista speciale. 





martedì 21 novembre 2017

Giornate contro la violenza sulle donne
#Orange the World
25 Novembre-10 Dicembre 2017

Il 25 Novembre ricorre la Giornata Mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Assemblea delle Nazioni Unite con risoluzione del 17 Dicembre 1999. Tale data fu ufficializzata dall'ONU in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leonidas Trujillo, dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 25 Novembre del 1960 le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai mariti in prigione, furono bloccate da militari, brutalmente assassinate e gettate in un precipizio a bordo della loro auto, per simulare un incidente.
Al fine di contrastare questo fenomeno ed educare al rispetto delle diversità e della non violenza, le Nazioni Unite hanno promosso l'iniziativa "Orange the world in 16 days",invitando a colorare il mondo di arancione in queste giornate.





In classe ci dedicheremo alle seguenti attività:

  • Visione di video e cortometraggi sulla tematica
  • Personalizzare la nostra aula con un logo di colore arancione
  • approfondire il problema attraverso la ricerca e selezione di informazioni in internet
  • realizzare un laboratorio di scrittura 
Inoltre, che ne dite di utilizzare il web o i  canali social per veicolare questo messaggio?










Giornate della sicurezza nelle scuole 
22-23 Novembre 2017

Con decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca del 27 novembre 2015 n. 914, è stata fissata per il 22 novembre la “Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole” in memoria del tragico evento avvenuto in tale data dell’anno 2008 nella città di Rivoli, presso il liceo scientifico statale Darwin. Allo scopo di diffondere la cultura della sicurezza, diritto di ogni cittadino, grande o piccolo che sia, occorre che ciascun insegnante promuova la condivisione e la diffusione di informazioni corrette, favorendo azioni e buone pratiche per la gestione dei rischi legati al proprio territorio e alla propria scuola. 


I comportamenti corretti in caso di terremoto:

Facciamo sicurezza con Scratch



martedì 14 novembre 2017


20 Novembre 2017


Cari ragazzi, mi sono cimentata in un'attività che mi è piaciuta molto e mi è sembrata interessante e coinvolgente: la creazione di una striscia di un fumetto avente come tematica quella dei diritti dell'infanzia. Ho utilizzato l'applicazione Storyboard that.  Essa permette di creare delle storie a fumetti suddividendole in varie scene (sei) e di scegliere l'ambientazione, i personaggi e quello che dicono, di aggiungere titoli e didascalie. Ho scelto per l'occasione i diritti delle bambine, diritti negati purtroppo ancora oggi in tante parti del mondo e mi sono cimentata nella creazione di un personaggio e di una storia, scegliendone le caratteristiche, la disposizione e le parole. Che ve ne sembra? Vi piacerebbe provare ad inventare altre storie insieme? 


Clicca sul Link per vedere il fumetto ingrandito: I diritti delle bambine

                                           
                     
                                                                   LINK:   #BECAUSE I'M A GIRL

Per iniziare, vi dico che la prima fase della progettazione è opportuno farla in cartaceo, sul vostro quaderno, suddividendo lo spazio in sei riquadri e per ciascuno di essi scegliere un titolo, l'ambientazione della storia, i personaggi coinvolti e le parole  nelle nuvolette. 
Questa volta proveremo a realizzare una storia che si svolge a scuola, che abbia come tema quello di " Dire NO al bullismo". Ricordate, uno dei diritti dei bambini e dei ragazzi è quello di essere difesi da prepotenze e abusi! La storia sarà ambientata a scuola ma voi potrete scegliere se il protagonista sarà un ragazzo o una ragazza, le sue caratteristiche fisiche e le sue azioni. Sceglierete anche gli altri personaggi. Ricordatevi che in un atto di bullismo sono presenti oltre al bullo e alla vittima anche altre persone e che esistono forme differenti di bullismo ( diretto- indiretto- maschile e femminile...) con caratteristiche differenti. Per ogni scena scegliete un titolo e una didascalia  con informazioni e dati. In classe proveremo la fase della creazione online.

Alcuni dei nostri lavori:


Lavoro di Scialla Claudia

Lavoro di Sala Alba

Lavoro di Izzo Alessandra

venerdì 10 novembre 2017

I problemi dell'Italia Unita

Quando si parla di Risorgimento in musica si pensa di solito alle tante canzoni che inneggiano alle imprese per l'unificazione del paese, alle battaglie, alla spedizione dei Mille e all'epopea garibaldina, come "La bella Gigogin" e "Garibaldi fu ferito"...



Ma proviamo per una volta a spostare la nostra attenzione da un punto di vista diverso, quello dei tanti abitanti delle regioni del sud che videro realizzarsi il processo di unificazione

Il Brigantaggio




Piano Nazionale di Educazione al rispetto



Rispetta le differenze!


Che cos'è per te il rispetto? 

giovedì 9 novembre 2017


Le rose di Atacama

 C'è un deserto in America meridionale, in una delle regioni più aride al mondo ( più arido della valle della morte in California), il deserto di Atacama in Cile, che ci mostra eccezionalmente  un paesaggio straordinario e meraviglioso, trasformandosi in "Desierto fiorito". In media ogni cinque o sette anni, in seguito a piogge straordinarie, si colora, infatti di viola, lilla e lavanda, mostrando una immensa distesa di fiori bianchi, rosa e viola. L'ultima fioritura risale al 28 Agosto 2017.
Lo scrittore Louis Sepulveda utilizza l'immagine del deserto fiorito della sua terra come metafora di quanti hanno combattuto nella loro vita per la realizzazione delle proprie idee, pur trovandosi in un ambiente ostile, rappresentato non tanto dalla natura stessa quanto dalle scelte politiche, sociali, quotidiane degli uomini, ma, nonostante le avversità, un po' come la Ginestra leopardiana, non si sono arrese, testimoniando al mondo intero il loro impegno civile e la coerenza nelle scelte. Così accade al professor Galvez, che, pur costretto a lasciare il suo amato paese a causa del regime dittatoriale, dopo aver perso il figlio desaparecido, si trasferisce in Germania dove moure di nostalgia per il suo paese e sogna di insegnare nella sua piccola scuola di provincia, risvegliandosi con le mani sporche di gesso, o a Freddy Taberna, che va contando le meraviglie del mondo elencandole nel suo taccuino e porta l'amico Sepulveda a vedere l'arido deserto di Atacama, solo che al risveglio i due si trovano di fronte alle rose fiorite durante la notte. In quello stesso deserto Freddy viene portato dalla polizia che lo accusa di complottare contro il regime e lo uccide, seppellendolo nel deserto. Ma la sua memoria non morirà, perché rinascerà insieme ai mille fiori del deserto.



Brani tratti dal libro di L. Sepulveda "Le rose di Atacama":



Rileggi i due brani letti in classe e scrivi le tue riflessioni: che cosa ci insegnano le esperienze di questi uomini straordinari?

lunedì 6 novembre 2017

Diritti dell'infanzia: diritto di essere difesi da prepotenze e abusi.

Ci sono cose che non si vorrebbero mai sentire, che non si vorrebbero mai conoscere, ma che purtroppo accadono frequentemente; una di queste cose è il maltrattamento ai minori. Oggi più che mai è un problema di grande attualità e per questo è necessario parlarne  per far sì che si possa arginare e combattere con tutti i mezzi a nostra disposizione, primo tra tutti il dialogo e l'educazione al rispetto, ai sentimenti, alla solidarietà, all'ascolto. Cerchiamo di approfondire insieme questa tematica così delicata e riflettere sulle caratteristiche del problema, le cause, le conseguenze sulle piccole vittime e le possibili soluzioni. 











sabato 4 novembre 2017

Donne e uomini del Risorgimento Italiano

Attività di studio e di ricerca:

Di solito sui libri di storia si narrano le vicende fatte dagli uomini, dimenticando che anche le donne ebbero un ruolo rilevante nel determinare gli avvenimenti del passato. Spesso ci ritroviamo a studiare le battaglie, le guerre combattute in prima linea dagli uomini, dimenticando che esiste una storia fatta di tante sfaccettature, spesso trascurate ma in realtà altrettanto importanti. Ad esempio, studiando il periodo risorgimentale, di solito si esaltano le figure degli eroi come Garibaldi, Mazzini, Cavour, Pisacane... solo per citarne alcuni, dimenticando il ruolo che ebbero le donne , sia quelle aristocratiche che aprirono i loro salotti ai patrioti, favorendo la diffusione delle idee risorgimentali, sia delle giardiniere, che insieme ai carbonari lottavano per la libertà, per non parlare delle tante compagne di uomini ben più noti, che condivisero con i loro uomini gli ideali e le scelte di vita, combattendo al loro fianco anche pagandone le conseguenze. 

Enrichetta Di Lorenzo, Anita Garibaldi, Cristina Trivulzio di Belgioioso, Nina Schiaffino Giustiniani, la contessa di Castiglione, Rose Montmasson sono solo alcuni dei tanti nomi di donne che con coraggio e determinazione hanno dato il loro contributo alla causa italiana.

Dopo aver fatto una ricerca sul personaggio a te assegnato in classe, scrivi una pagina autobiografica, presentando il personaggio in prima persona, con riferimenti agli episodi più importanti della sua vita, alle scelte coraggiose, alle sofferenze e gioie derivanti. Includi una sua frase significativa che possa rappresentare al meglio la sua scelta di vita.

mercoledì 1 novembre 2017

Settimana del benessere psicologico in Campania



Anche Casagiove partecipa alla Settimana del Benessere Psicologico con un incontro sul tema:" Io e l'altro. Chi è l'altro? Il mondo virtuale."
 9 Novembre 2017 c/o sala I piano Quartiere Militare Borbonico- Casagiove

giovedì 26 ottobre 2017

mercoledì 25 ottobre 2017

Giacomo Leopardi






L'INFINITO

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.

Una delle liriche più famose di Leopardi è intitolata "L'infinito" ed è stata scritta da un giovanissimo Leopardi quando aveva solo diciassette anni. La poesia appartiene alla raccolta "I Canti", in cui possiamo trovare i Grandi e i Piccoli Idilli, composizioni poetiche che si differenziano per l'epoca in cui sono state scritte.
L'idillio è una composizione molto antica, risalente all'epoca della Grecia classica ed ellenistica utilizzata dai poeti per rappresentare dei bozzetti naturalistici, descrivendo ambienti naturali e paesaggi agresti.
Leopardi prende spunto da questi componimenti classici, dalla tradizione antica che fa riferimento al poeta Teocrito, ma essendo un uomo moderno, rispecchia la visione del mondo della sua epoca ed inserisce nell'idillio tutte le sue inquietudini interiori, le emozioni che sente nascere dentro di sé.  L'idillio leopardiano non è più solo un bozzetto paesaggistico, ma si carica di una nuova connotazione.
Il paesaggio naturale, diventa, pertanto, una base su cui innestare l'espressione del suo mondo interiore fatto di sentimenti, pensieri, emozioni.
Il giovane Leopardi è solito interrompere gli studi e recarsi su una collina non lontano dalla sua casa, il monte Tabor, oggi detto "Colle dell'infinito".
Il poeta, seduto sulla sommità del colle, guarda il panorama davanti a sé si rende conto che c'è un ostacolo, una siepe, che gli impedisce di spingere il suo sguardo fino alla linea d'orizzonte. Ma proprio la presenza della siepe mette in moto la sua immaginazione ( Io nel pensier mi fingo), poiché  il poeta inizia ad immaginare cosa ci sia al di là di quel limite e la sua mente immagina spazi sconfinati dove regna silenzio ed una profondissima quiete ( Uso della congiunzione avversativa "ma" e dei due verbi al gerundio  sedendo e mirando).
Grazie all'immaginazione ecco l'idea dell'infinito spaziale, ben espressa attraverso l'uso di aggettivi che esprimono l'idea dell'infinito senza limiti: gli spazi sono "sterminati", i silenzi sono "sovrumani" e la quiete "profondissima".La percezione dell'infinito spaziale fa nascere nell'animo del poeta un'emozione forte, per cui egli dice che " per poco il cor non si spaura".
A questo punto il poeta avverte una sensazione uditiva, sente il fruscio del vento che soffia e fa un paragone tra il sovrumano silenzio che aveva immaginato prima ed il rumore del vento, ed avverte il pensiero dell'eterno fluire del tempo, delle epoche passate e di quella attuale che lo riporta al presente, di cui riesce a sentire anche il suono.
Da questo momento l'animo del poeta è invaso da una miriade di sensazioni e l'infinito spaziale e temporale si uniscono un una sola sensazione di immensità, in cui il poeta annega in un mare di dolcezza.
Tutte le sue sofferenze ed i suoi tormenti trovano, così, un momento di conforto.

Analisi del testo:
  • Parole chiave in posizione strategica a inizio e fine verso 
  • Uso degli aggettivi "questo" e "quello" per indicare vicinanza e lontananza
  • Presenza di molti enjambements
  • Inversioni ( nella costruzione della frase: sogg. -predicato -compl)



Adolescenza e dintorni...


Per visualizzare le slide clicca qui: La diffusione di alcol tra i giovani

                                                            Approfondimento 1: alcol e giovani

                                                                               Approfondimento 2: i dati di consumo in Italia

                                                                 Approfondimento 3: Bevi responsabile

  Ora tocca a te: scrivi un testo espositivo seguendo la traccia


" Il problema della diffusione di alcol tra i giovani sta diventando dilagante nella nostra società. Analizzalo in modo oggettivo, facendo riferimento ai dati in tuo possesso e delineando le caratteristiche del fenomeno, le cause, le conseguenze e le possibili soluzioni."

lunedì 16 ottobre 2017

Analisi del Sonetto "In morte del fratello Giovanni"


Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentil anni caduto.

La Madre or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto,
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i miei tetti saluto.

Sento gli avversi numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quiete.

Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, almen le ossa rendete
allora al petto della madre mesta. 

Ricordi come si fa una parafrasi?

Per prima cosa devi sapere qual è il tuo scopo e quindi assicurarti di avere ben chiaro il significato della parafrasi che altro non è se non la riscrittura di un testo in termini più semplici. In altre parole dovrai rendere i versi che analizzi più comprensibili senza però modificare in alcun modo il loro significato o il loro contenuto.
Fase uno: lettura. Dato che, quindi, fare la parafrasi significa essenzialmente capire l’opera di cui ti stai occupando, la prima cosa che devi fare è leggere con attenzione tutto il testo dall’inizio alla fine anche più di una volta.
Fase due: divisione del testo in unità sintattiche. A questo punto avrai preso confidenza con il brano e sarai pronto per suddividerlo in unità sintattiche. In altre parole devi andare a caccia di frasi e paragrafi lasciandoti guidare anche dalla punteggiatura ma mai dalle unità metriche (cioè da versi e strofe). Tieni presente infatti che a volte una frase inizia in un verso ma termina in un altro.
Fase tre: Individuazione dell’ordine corretto delle parole. Ora che hai suddiviso il tuo testo in unità sintattiche (se vuoi puoi aiutarti con una matita!), non ti resta che andare a caccia dell’ordine naturale delle parole. Questo significa che, a prescindere dell’ordine metrico in cui compaiono, devi trovare soggetto, verbo e complementi e capire a cosa fanno riferimento i vari aggettivi e i vari avverbi.

Adesso tocca a te...

Appunti :
Questo sonetto è stato scritto da Ugo Foscolo in seguito ad un avvenimento molto tragico della sua vita, la morte del fratello Giovanni Dionigi, avvenuta non per cause naturali, ma perché suicida per debiti di gioco. Il poeta in esilio ha un tormento, vorrebbe tornare in patria per recarsi sulla tomba del fratello a piangere la sua morte avvenuta in giovane età ma, non potendo, esprime la sofferenza e il dolore che prova attraverso questo sonetto. 
Riprendendo l'inizio di un carme del poeta latino Catullo " Multas per gentes et multa per aequora vectus...", il poeta esprime il suo pensiero che se un domani non sarà costretto più a vagare per il mondo lontano dalla patria, tornerà a piangere sulla tomba del suo amato fratello, avvenuta nel fiore della gioventù.
Le strofe 2 e 3 sono collegate tra di loro ed in esse F0scolo immagina cosa stia succedendo all'anziana madre che, rimasta sola, trascorre le sue giornate presso la tomba del figlio e parla con lui, ormai diventato "Muta cenere" dell'altro figlio lontano. La tomba diventa il collegamento tra i vivi e i morti creando quella che sarà poi defin ita la " celeste corrispondenza di amorosi sensi", ripresa nei Sepolcri.
Il poeta cerca  materialmente di avvicinarsi al fratello ed alla madre e tende verso di loro i palmi  delle mani ma rimane deluso , non riuscendo ad afferrarli essendo troppo lontani.
sente dentro di sé rinascere gli stessi tormenti che ha vissuto il fratello, riesce a capire il dolore, la sofferenza che causarono le inquietudini del suo animo e chiede la morte, sperando di poter finalmente placare tutti i suoi tormenti.
Nell'ultima terzina il poeta esprime la sua visione pessimistica ritenendo che tutte le illusioni che si era creato per ridare un significato positivo all'esistenza umana non avevano più consistenza, tocca il fondo della sua disperazione, gli rimane solo il pensiero della morte.
Negli ultimi due versi il poeta si rivolge  alle genti straniere che l'hanno accolto esule chiedendo loro di riportare in patria almeno le sue ossa , affinché la madre possa piangerle.

Analizziamo la struttura del sonetto : 2 quartine e due terzine di versi endecasillabi.
 Presenza di molti enjambements ( quando un verso non si conclude con un segno di punteggiatura ma continua in quello successivo):
  • fuggendo/ di gente
  • seduto/ su la tua pietra
  • gemendo / il fior
  • traendo/ parla di me
  • tendo/ e sol da lunge
  • secrete/ cure
  • rendete/ allora al petto
Essi hanno lo scopo di mettere in evidenza alcune parole particolarmente significative per il poeta, le parole-chiave, come, ad esempio " secrete cure"per indicare  gli affanni del poeta, la parola "fuggendo" per indicare l'esilio o il gerundio "gemendo" per evidenziare il dolore che prova.
Da notare la presenza di molti verbi coniugati al modo Gerundio,  un modo indefinito per indicare un' azione che non si esaurisce nel tempo, per prolungare la durata delle azioni.
Metafora: il fior degli anni : il meglio; porto: morte
Sinestesia: cenere muto: unione di due parole che rimandano a due sensi differenti, la vista e l'udito)
Figure di suono: allitterazioni: ripetizioni delle stesse consonanti nel verso ( fuggendo di gente in gente, la madre or sol suo dì tardi traendo...)

Schema delle rime: ABAB ABAB CDC DCD