venerdì 10 novembre 2017

I problemi dell'Italia Unita

Quando si parla di Risorgimento in musica si pensa di solito alle tante canzoni che inneggiano alle imprese per l'unificazione del paese, alle battaglie, alla spedizione dei Mille e all'epopea garibaldina, come "La bella Gigogin" e "Garibaldi fu ferito"...



Ma proviamo per una volta a spostare la nostra attenzione da un punto di vista diverso, quello dei tanti abitanti delle regioni del sud che videro realizzarsi il processo di unificazione

Il Brigantaggio




Piano Nazionale di Educazione al rispetto



Rispetta le differenze!


Che cos'è per te il rispetto? 

giovedì 9 novembre 2017


Le rose di Atacama

 C'è un deserto in America meridionale, in una delle regioni più aride al mondo ( più arido della valle della morte in California), il deserto di Atacama in Cile, che ci mostra eccezionalmente  un paesaggio straordinario e meraviglioso, trasformandosi in "Desierto fiorito". In media ogni cinque o sette anni, in seguito a piogge straordinarie, si colora, infatti di viola, lilla e lavanda, mostrando una immensa distesa di fiori bianchi, rosa e viola. L'ultima fioritura risale al 28 Agosto 2017.
Lo scrittore Louis Sepulveda utilizza l'immagine del deserto fiorito della sua terra come metafora di quanti hanno combattuto nella loro vita per la realizzazione delle proprie idee, pur trovandosi in un ambiente ostile, rappresentato non tanto dalla natura stessa quanto dalle scelte politiche, sociali, quotidiane degli uomini, ma, nonostante le avversità, un po' come la Ginestra leopardiana, non si sono arrese, testimoniando al mondo intero il loro impegno civile e la coerenza nelle scelte. Così accade al professor Galvez, che, pur costretto a lasciare il suo amato paese a causa del regime dittatoriale, dopo aver perso il figlio desaparecido, si trasferisce in Germania dove moure di nostalgia per il suo paese e sogna di insegnare nella sua piccola scuola di provincia, risvegliandosi con le mani sporche di gesso, o a Freddy Taberna, che va contando le meraviglie del mondo elencandole nel suo taccuino e porta l'amico Sepulveda a vedere l'arido deserto di Atacama, solo che al risveglio i due si trovano di fronte alle rose fiorite durante la notte. In quello stesso deserto Freddy viene portato dalla polizia che lo accusa di complottare contro il regime e lo uccide, seppellendolo nel deserto. Ma la sua memoria non morirà, perché rinascerà insieme ai mille fiori del deserto.



Brani tratti dal libro di L. Sepulveda "Le rose di Atacama":



Rileggi i due brani letti in classe e scrivi le tue riflessioni: che cosa ci insegnano le esperienze di questi uomini straordinari?

lunedì 6 novembre 2017

Diritti dell'infanzia: diritto di essere difesi da prepotenze e abusi.

Ci sono cose che non si vorrebbero mai sentire, che non si vorrebbero mai conoscere, ma che purtroppo accadono frequentemente; una di queste cose è il maltrattamento ai minori. Oggi più che mai è un problema di grande attualità e per questo è necessario parlarne  per far sì che si possa arginare e combattere con tutti i mezzi a nostra disposizione, primo tra tutti il dialogo e l'educazione al rispetto, ai sentimenti, alla solidarietà, all'ascolto. Cerchiamo di approfondire insieme questa tematica così delicata e riflettere sulle caratteristiche del problema, le cause, le conseguenze sulle piccole vittime e le possibili soluzioni. 











sabato 4 novembre 2017

Donne e uomini del Risorgimento Italiano

Attività di studio e di ricerca:

Di solito sui libri di storia si narrano le vicende fatte dagli uomini, dimenticando che anche le donne ebbero un ruolo rilevante nel determinare gli avvenimenti del passato. Spesso ci ritroviamo a studiare le battaglie, le guerre combattute in prima linea dagli uomini, dimenticando che esiste una storia fatta di tante sfaccettature, spesso trascurate ma in realtà altrettanto importanti. Ad esempio, studiando il periodo risorgimentale, di solito si esaltano le figure degli eroi come Garibaldi, Mazzini, Cavour, Pisacane... solo per citarne alcuni, dimenticando il ruolo che ebbero le donne , sia quelle aristocratiche che aprirono i loro salotti ai patrioti, favorendo la diffusione delle idee risorgimentali, sia delle giardiniere, che insieme ai carbonari lottavano per la libertà, per non parlare delle tante compagne di uomini ben più noti, che condivisero con i loro uomini gli ideali e le scelte di vita, combattendo al loro fianco anche pagandone le conseguenze. 

Enrichetta Di Lorenzo, Anita Garibaldi, Cristina Trivulzio di Belgioioso, Nina Schiaffino Giustiniani, la contessa di Castiglione, Rose Montmasson sono solo alcuni dei tanti nomi di donne che con coraggio e determinazione hanno dato il loro contributo alla causa italiana.

Dopo aver fatto una ricerca sul personaggio a te assegnato in classe, scrivi una pagina autobiografica, presentando il personaggio in prima persona, con riferimenti agli episodi più importanti della sua vita, alle scelte coraggiose, alle sofferenze e gioie derivanti. Includi una sua frase significativa che possa rappresentare al meglio la sua scelta di vita.

mercoledì 1 novembre 2017

Settimana del benessere psicologico in Campania



Anche Casagiove partecipa alla Settimana del Benessere Psicologico con un incontro sul tema:" Io e l'altro. Chi è l'altro? Il mondo virtuale."
 9 Novembre 2017 c/o sala I piano Quartiere Militare Borbonico- Casagiove

giovedì 26 ottobre 2017

L'impero di Carlo V

 Compito per casa: Trasforma lo schema in testo

mercoledì 25 ottobre 2017

Giacomo Leopardi







L'INFINITO

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.

Una delle liriche più famose di Leopardi è intitolata "L'infinito" ed è stata scritta da un giovanissimo Leopardi quando aveva solo diciassette anni. La poesia appartiene alla raccolta "I Canti", in cui possiamo trovare i Grandi e i Piccoli Idilli, composizioni poetiche che si differenziano per l'epoca in cui sono state scritte.
L'idillio è una composizione molto antica, risalente all'epoca della Grecia classica ed ellenistica utilizzata dai poeti per rappresentare dei bozzetti naturalistici, descrivendo ambienti naturali e paesaggi agresti.
Leopardi prende spunto da questi componimenti classici, dalla tradizione antica che fa riferimento al poeta Teocrito, ma essendo un uomo moderno, rispecchia la visione del mondo della sua epoca ed inserisce nell'idillio tutte le sue inquietudini interiori, le emozioni che sente nascere dentro di sé.  L'idillio leopardiano non è più solo un bozzetto paesaggistico, ma si carica di una nuova connotazione.
Il paesaggio naturale, diventa, pertanto, una base su cui innestare l'espressione del suo mondo interiore fatto di sentimenti, pensieri, emozioni.
Il giovane Leopardi è solito interrompere gli studi e recarsi su una collina non lontano dalla sua casa, il monte Tabor, oggi detto "Colle dell'infinito".
Il poeta, seduto sulla sommità del colle, guarda il panorama davanti a sé si rende conto che c'è un ostacolo, una siepe, che gli impedisce di spingere il suo sguardo fino alla linea d'orizzonte. Ma proprio la presenza della siepe mette in moto la sua immaginazione ( Io nel pensier mi fingo), poiché  il poeta inizia ad immaginare cosa ci sia al di là di quel limite e la sua mente immagina spazi sconfinati dove regna silenzio ed una profondissima quiete ( Uso della congiunzione avversativa "ma" e dei due verbi al gerundio  sedendo e mirando).
Grazie all'immaginazione ecco l'idea dell'infinito spaziale, ben espressa attraverso l'uso di aggettivi che esprimono l'idea dell'infinito senza limiti: gli spazi sono "sterminati", i silenzi sono "sovrumani" e la quiete "profondissima".La percezione dell'infinito spaziale fa nascere nell'animo del poeta un'emozione forte, per cui egli dice che " per poco il cor non si spaura".
A questo punto il poeta avverte una sensazione uditiva, sente il fruscio del vento che soffia e fa un paragone tra il sovrumano silenzio che aveva immaginato prima ed il rumore del vento, ed avverte il pensiero dell'eterno fluire del tempo, delle epoche passate e di quella attuale che lo riporta al presente, di cui riesce a sentire anche il suono.
Da questo momento l'animo del poeta è invaso da una miriade di sensazioni e l'infinito spaziale e temporale si uniscono un una sola sensazione di immensità, in cui il poeta annega in un mare di dolcezza.
Tutte le sue sofferenze ed i suoi tormenti trovano, così, un momento di conforto.

Analisi del testo:
  • Parole chiave in posizione strategica a inizio e fine verso 
  • Uso degli aggettivi "questo" e "quello" per indicare vicinanza e lontananza
  • Presenza di molti enjambements
  • Inversioni ( nella costruzione della frase: sogg. -predicato -compl)



Adolescenza e dintorni...


Per visualizzare le slide clicca qui: La diffusione di alcol tra i giovani

                                                            Approfondimento 1: alcol e giovani

                                                                               Approfondimento 2: i dati di consumo in Italia

                                                                 Approfondimento 3: Bevi responsabile

  Ora tocca a te: scrivi un testo espositivo seguendo la traccia


" Il problema della diffusione di alcol tra i giovani sta diventando dilagante nella nostra società. Analizzalo in modo oggettivo, facendo riferimento ai dati in tuo possesso e delineando le caratteristiche del fenomeno, le cause, le conseguenze e le possibili soluzioni."

lunedì 16 ottobre 2017

Analisi del Sonetto "In morte del fratello Giovanni"


Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentil anni caduto.

La Madre or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto,
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i miei tetti saluto.

Sento gli avversi numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quiete.

Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, almen le ossa rendete
allora al petto della madre mesta. 

Ricordi come si fa una parafrasi?

Per prima cosa devi sapere qual è il tuo scopo e quindi assicurarti di avere ben chiaro il significato della parafrasi che altro non è se non la riscrittura di un testo in termini più semplici. In altre parole dovrai rendere i versi che analizzi più comprensibili senza però modificare in alcun modo il loro significato o il loro contenuto.
Fase uno: lettura. Dato che, quindi, fare la parafrasi significa essenzialmente capire l’opera di cui ti stai occupando, la prima cosa che devi fare è leggere con attenzione tutto il testo dall’inizio alla fine anche più di una volta.
Fase due: divisione del testo in unità sintattiche. A questo punto avrai preso confidenza con il brano e sarai pronto per suddividerlo in unità sintattiche. In altre parole devi andare a caccia di frasi e paragrafi lasciandoti guidare anche dalla punteggiatura ma mai dalle unità metriche (cioè da versi e strofe). Tieni presente infatti che a volte una frase inizia in un verso ma termina in un altro.
Fase tre: Individuazione dell’ordine corretto delle parole. Ora che hai suddiviso il tuo testo in unità sintattiche (se vuoi puoi aiutarti con una matita!), non ti resta che andare a caccia dell’ordine naturale delle parole. Questo significa che, a prescindere dell’ordine metrico in cui compaiono, devi trovare soggetto, verbo e complementi e capire a cosa fanno riferimento i vari aggettivi e i vari avverbi.

Adesso tocca a te...

Appunti :
Questo sonetto è stato scritto da Ugo Foscolo in seguito ad un avvenimento molto tragico della sua vita, la morte del fratello Giovanni Dionigi, avvenuta non per cause naturali, ma perché suicida per debiti di gioco. Il poeta in esilio ha un tormento, vorrebbe tornare in patria per recarsi sulla tomba del fratello a piangere la sua morte avvenuta in giovane età ma, non potendo, esprime la sofferenza e il dolore che prova attraverso questo sonetto. 
Riprendendo l'inizio di un carme del poeta latino Catullo " Multas per gentes et multa per aequora vectus...", il poeta esprime il suo pensiero che se un domani non sarà costretto più a vagare per il mondo lontano dalla patria, tornerà a piangere sulla tomba del suo amato fratello, avvenuta nel fiore della gioventù.
Le strofe 2 e 3 sono collegate tra di loro ed in esse F0scolo immagina cosa stia succedendo all'anziana madre che, rimasta sola, trascorre le sue giornate presso la tomba del figlio e parla con lui, ormai diventato "Muta cenere" dell'altro figlio lontano. La tomba diventa il collegamento tra i vivi e i morti creando quella che sarà poi defin ita la " celeste corrispondenza di amorosi sensi", ripresa nei Sepolcri.
Il poeta cerca  materialmente di avvicinarsi al fratello ed alla madre e tende verso di loro i palmi  delle mani ma rimane deluso , non riuscendo ad afferrarli essendo troppo lontani.
sente dentro di sé rinascere gli stessi tormenti che ha vissuto il fratello, riesce a capire il dolore, la sofferenza che causarono le inquietudini del suo animo e chiede la morte, sperando di poter finalmente placare tutti i suoi tormenti.
Nell'ultima terzina il poeta esprime la sua visione pessimistica ritenendo che tutte le illusioni che si era creato per ridare un significato positivo all'esistenza umana non avevano più consistenza, tocca il fondo della sua disperazione, gli rimane solo il pensiero della morte.
Negli ultimi due versi il poeta si rivolge  alle genti straniere che l'hanno accolto esule chiedendo loro di riportare in patria almeno le sue ossa , affinché la madre possa piangerle.

Analizziamo la struttura del sonetto : 2 quartine e due terzine di versi endecasillabi.
 Presenza di molti enjambements ( quando un verso non si conclude con un segno di punteggiatura ma continua in quello successivo):
  • fuggendo/ di gente
  • seduto/ su la tua pietra
  • gemendo / il fior
  • traendo/ parla di me
  • tendo/ e sol da lunge
  • secrete/ cure
  • rendete/ allora al petto
Essi hanno lo scopo di mettere in evidenza alcune parole particolarmente significative per il poeta, le parole-chiave, come, ad esempio " secrete cure"per indicare  gli affanni del poeta, la parola "fuggendo" per indicare l'esilio o il gerundio "gemendo" per evidenziare il dolore che prova.
Da notare la presenza di molti verbi coniugati al modo Gerundio,  un modo indefinito per indicare un' azione che non si esaurisce nel tempo, per prolungare la durata delle azioni.
Metafora: il fior degli anni : il meglio; porto: morte
Sinestesia: cenere muto: unione di due parole che rimandano a due sensi differenti, la vista e l'udito)
Figure di suono: allitterazioni: ripetizioni delle stesse consonanti nel verso ( fuggendo di gente in gente, la madre or sol suo dì tardi traendo...)

Schema delle rime: ABAB ABAB CDC DCD