Questo blog nasce dal desiderio di sperimentare un nuovo modo di fare didattica utilizzando consapevolmente le risorse offerte dalle nuove tecnologie per progettare attività didattiche motivanti e coinvolgenti per gli alunni. La nostra scelta corrisponde alle esigenze di una società complessa e soprattutto agli stili di apprendimento dei nostri alunni, "nativi digitali" e "generazioni connesse".
mercoledì 29 gennaio 2020
giovedì 16 gennaio 2020
Lezione interdisciplinare a completamento dell'UDA di Gennaio

Di seguito troverete i contenuti della lezione presentata in classe in una videolezione e potrete consolidare le conoscenze riprendendo il discorso fatto in classe. Ad essa seguirà in breve, la seconda parte, in modo da poter avere il quadro completo di tutto ed organizzare il lavoro a casa.
Parte 1
Parte 2
lunedì 9 dicembre 2019
Cappuccetto Giallo
Al piano terreno del più alto grattacielo della città abita Cappuccetto Giallo. Il papà di Cappuccetto Giallo è custode in un parcheggio di auto e la mamma lavora al supermercato. La loro casetta è piccola e la mamma la tiene molto in ordine presto e bene. Ha perfino tempo di leggere qualche libro. Per Cappuccetto ha preparato un completo di maglia gialla, molto semplice come forma, ma molto bello come colore, perché non è un giallo limone e nemmeno un giallo zucca, è un giallo con dei riflessi di un altro giallo e molto morbido come le piume di un canarino.
Molti canarini vengono a trovare Cappuccetto Giallo, perché lei mette sempre sul muretto del balcone le briciole di pane, e così sono diventati molto amici e i canarini la accompagnano anche in mezzo al traffico della città, quando Cappuccetto deve andare dalla nonna.
Deve proprio andarci domani a portare un panierino di plastica gialla con dei limoni, dei pompelmi e una bottiglia di olio del Garda.
Per andare dalla nonna Cappuccetto deve attraversare il traffico della città, il che è molto pericoloso, come attraversare il bosco.
Anche nel traffico ci sono i pericoli, ma Cappuccetto ha un piano segreto, d’accordo con i suoi amici canarini.
Ecco infatti, alla fermata di un semaforo, un lupo al volante di un’auto. Il lupo la guarda con occhi strani, la fissa insistentemente e poi le dice:
- Vuoi venire a fare un giretto con me, bella bambina?
Cappuccetto ha un pochino di paura, ma si è già accorta che un canarino ha visto quello che succede, ha visto il lupo e sa già che cosa dovrà fare.
A un cenno di Cappuccetto tutti i canarini vanno a posarsi e a svolazzare intorno al semaforo! Che confusione! Nessuno vede più i segnali, e si forma un ingorgo di traffico dove il lupo deve restare e non può più uscire. Cappuccetto Giallo attraversa tranquillamente la strada per andare dalla sua nonna.
La nonna di Cappuccetto abita in un sottotetto di una vecchia casa.
- Ciao Cappuccetto.
- Ciao nonnina.
Cappuccetto sta un poco con la nonnina che le racconta una storiella.
Mentre Cappuccetto Giallo torna a casa pensa alla storiellina che la nonna le ha appena raccontato: una vecchia storia di una certa Cappuccetto Rosso e di un lupo che mangiava la nonna senza masticarla e tante altre orribili cose. – Poveri bambini! – pensa Cappuccetto Giallo, - che storie piene di paura raccontavano quando la nonna era bambina come me -.
E Cappuccetto torna a casa con un pacchetto a righe blu che la nonna le ha consegnato da portare alla mamma. Cappuccetto ormai non ha più paura del lupo, perché sa che può avere l’aiuto dei suoi amici canarini che la seguono. Alcuni si divertono a fare gare di velocità con un motociclista che passa in quel momento.
venerdì 29 novembre 2019
Mio fratello rincorre i dinosauri
Nell’ultimo mese noi alunni della classe II D abbiamo realizzato un laboratorio di lettura che ci ha permesso di approfondire la tematica della diversabilità attraverso il racconto autobiografico di un giovane scrittore, Giacomo Mazzariol, che nel suo libro “ Mio fratello rincorre i dinosauri” ha raccontato la sua esperienza di vita e di crescita ed il suo rapporto con il fratello minore Giovanni, un fratello speciale.
Sappiamo che un libro non si giudica dalla copertina, come una persona non si giudica dall’aspetto fisico, ma vogliamo introdurre la presentazione di questo libro proprio presentandovi la pagina iniziale, che in qualche modo ci parla della storia narrata e ci fa riflettere.
Vi chiediamo di osservare con attenzione come abbiamo fatto noi. Cosa vedete? In alto il nome dell’autore, un ragazzo poco più grande di noi, che ha scritto questo libro quando era ancora un adolescente, a soli 17 anni e lo ha pubblicato nel 2016. Oggi è tradotto in molte lingue e da esso è stato tratto anche un film.
Ma andiamo più giù. Ritroviamo il titolo del romanzo. Mio fratello rincorre i dinosauri. A cosa ci fa pensare? Facciamo delle anticipazioni. Intanto che nel libro si racconta la storia di una famiglia, e che tra i personaggi coinvolti c’è proprio un fratello particolare, dato che tra le sue azioni c’è quella di rincorrere animali ormai estinti, i dinosauri, e quindi vive la vita immerso nella fantasia.
Il sottotitolo ci chiarisce un po’ le idee. Leggiamolo insieme: storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più.
Adesso sappiamo; la storia narrata è una storia familiare, che si basa in particolare sul rapporto tra due fratelli, uno dei quali ha la caratteristica di essere nato con la trisomia 21, ha cioè un cromosoma in più.
Ora vi chiediamo di osservare l’immagine presente. C’è un bambino, si alza sulle punte ed allunga il braccio nel tentativo di afferrare una mela dal ramo di un albero. Questo disegno ci parla. Ci sta dicendo che ciascuno di noi, proprio come i due fratelli della storia, si dovrà impegnare con tutte le proprie forze per superare gli ostacoli della vita e raggiungere i propri obiettivi. Sfogliamo le prime pagine.
“ To see a world in a grain of sand and a heaven in a wild flower, hold infinity in the palm of your hand and eternity in an hour”
“Vedere il mondo in un granello di sabbia e il cielo in un fiore selvatico, tenere l’infinito nel palmo di una mano e l’eternità in un’ora.” Quali di queste quattro immagini ha suscitato in voi maggiori emozioni? Adesso vi dico la mia preferita: Avere il mondo nel palmo della mano, perché per me significa che sta a noi costruire il nostro futuro, tutto dipende dal nostro impegno.
Insomma, una storia di crescita e di formazione, in cui ci siamo immedesimati. Vi invitiamo, perciò a leggere questo libro e, perché no, a confrontarlo con il film se vi capita di vederlo. Intanto vi presentiamo il book trailer da noi realizzato.
Gli alunni della classe II D
giovedì 28 novembre 2019
Attività per la giornata della Diversabilità
3 Dicembre 2019
Alunni della classe II G
Noi alunni della classe II G in questa giornata dedicata alla valorizzazione delle diversità vogliamo dire grazie a tutte quelle persone che ogni giorno compiono una scelta coraggiosa, offrendoci un esempio di come affrontare le difficoltà e valorizzare la vita in ogni istante.
GRAZIE a chi si sforza di muoversi in città tra marciapiedi, scalini, rampe bloccate e semafori non sonori.
GRAZIE a chi trova occupato un parcheggio riservato.
GRAZIE a tutti quei giovani e meno giovani che, nonostante le difficoltà ci mostrano, con la loro gioia e il loro impegno che la loro disabilità è impressa solo nelle nostre teste.
Il nostro fumetto digitale:
Made with Storyboard That
domenica 17 novembre 2019
I have a "Green"
In marcia verso il 20 Novembre: La scuola adotta i diritti dell'infanzia
Anche quest'anno la nostra scuola ha deciso di intraprendere una simbolica Marcia dei diritti, un cammino che coinvolge tutti gli alunni, con particolare riferimento agli studenti delle classi prime.
Quest'anno ho proposto alla classe ID di approfondire un diritto espresso nella Dichiarazione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nell' articolo 24: " Diritto alla salute e di vivere in un ambiente sano".
Giornalista: Buongiorno a tutti da Radio
Casagiove network. Oggi vi parliamo dall’istituto Comprensivo Moro-Pascoli dove
gli alunni si sono riuniti per una lezione speciale dal titolo “ I have a
Green”. Come vi è venuta l’idea di dare questo titolo alla vostra attività?
1. Abbiamo preso spunto da una celebre
frase di Martin Luther King “ I have a dream" e fatto un gioco di parole per
dare a tutti un messaggio di tipo “Ecologico”, il nostro sogno verde, di un
mondo più vivibile e sano.
2. Dopo aver letto la Convenzione sui
diritti dell’infanzia ci siamo soffermati sull’articolo 24- Diritto di vivere
in salute ed in un ambiente sano. Abbiamo pensato che non bisogna andare molto
lontano per vedere calpestato questo diritto, perché nel mondo industrializzato
e progredito l’ambiente è davvero a rischio.
3. Per questo abbiamo deciso di partire
da qui, dalle nostra città, dalle nostre abitudini, per capire che non abbiamo
solo diritti ma anche doveri nei confronti di noi stessi e della natura, se
vogliano preservare la vita.
Giornalista: questi ragazzi stanno rivolgendo il
loro appello al mondo degli adulti per far capire loro che è arrivato il
momento di rimboccarsi le maniche e dare un contributo per migliorare la vita,
iniziando da piccoli gesti quotidiani, che diventano abitudini semplici e
concrete ma importanti per salvaguardare l’ambiente.
1. Il nostro primo
appello è quello di proteggere le poche aree verdi che ancora rimangono nelle
nostre città, testimoni dell’esistenza naturale, superstiti dell’invasione del
cemento e dell’asfalto.
2.“Ci vuole un albero
per salvare le città ormai assediate dall’inquinamento, dal cemento, dal
calore, dagli insetti, dal rumore.
Un albero sembra una
cosa da poco, una soluzione semplice, da fiaba, per gente un po’ ingenua e
premoderna e che non ama la tecnologia e invece non esiste una tecnologia che
sia complessa e perfetta come quella di un albero.
Sono esseri viventi
che non hanno la possibilità di muoversi e dunque hanno sviluppato strategie
estremamente sofisticate per sopravvivere. Vivono a lungo in modo pacifico, e
possono aiutarci a stare meglio: la loro ombra rinfresca le nostre giornate
estive; aumentano l’umidità dell’aria e dunque abbassano la temperatura;
assorbono l’anidride carbonica e le polveri sottili, e molte altre cose ancora.
Dobbiamo imparare a
rispettarli e ad amarli, pensare a loro come amici e compagni, cittadini del
mondo, silenziosi e saggi guardiani delle nostre città.”
Francis Hallè “Ci vuole un albero per salvare la città”

Giornalista: Ecco a voi il secondo messaggio Green!
4. Plastica: colorata,
divertente, trasformista, intelligente. La plastica la ritroviamo un po’
dappertutto nelle nostre case, dagli oggetti di uso quotidiano, come lo scolapasta, una sedia, la penna che usiamo ogni giorno. Ha preso il posto di
altri materiali, spesso più pesanti e più costosi. Può assumere qualsiasi
forma, è leggera, pratica, coloratissima. Pensate alla differenza con uno scolapasta di metallo! Inoltre puoi creare oggetti di arredo anche di design ed
è molto economica.
5. Purtroppo questo
materiale ha anche tanti lati negativi, primo tra tutti, il fatto di essere un
derivato del petrolio, una sostanza purtroppo molto inquinante. La plastica può
essere riciclata, se smaltita nel modo giusto, basta guardare le etichette Pe,
Pet, PVC e gettarla pulita nel contenitore giusto. Questo spesso non avviene e
si ritrovano rifiuti di plastica gettati agli angoli delle strade, con
conseguenze disastrose per l’ambiente.

Visione video Microplastiche.
3. Per questo motivo
vi invitiamo a ridurre l’uso della plastica
e riciclarla, a partire dalle buste per la spesa, che vi invitiamo a
sostituire con delle shoppers di tela che ci siamo divertiti a decorare con
disegni e slogan green.
Giornalista: Sperando di essere
stati convincenti vi salutiamo da Radio
Casagiove Network. Che la sfilata abbia inizio!
Sfilata ecologica.
Compiti da realizzare:
1)
Prendendo spunto dalle word cloud visionate e utilizzando il programma Word Art visto in classe, realizza delle nuvolette di parole secondo le indicazioni:
- Scelta delle parole chiave- significative per lanciare un messaggio ecologico;
- Dopo aver inserito le parole e scelto il carattere in base all'importanza che si vuole dare a ciascuna di esse, scegliere le forma;
- Verificare la scelta adeguata dei colori
- Salvare, scaricare e stampare
Hai usato la tecnologia per veicolare un messaggio "Green". Le vostre nuvolette saranno poi pubblicate sul blog degli studenti Giornale@scuola.
2)
- Scegliere uno slogan e un'immagine semplice per poter decorare le shopper di stoffa.
- portare l'occorrente per la realizzazione del lavoro
- ricordare di procedere accuratamente e senza fretta
- partecipazione alla sfilata ecologica
Competenze valutate: Alfabetica funzionale, Imprenditoriale, Digitale, Matematica e in scienze, tecnologia e ingegneria, Multilinguistica, Personale, sociale e capacità di imparare ad imparare, Competenze in materia di cittadinanza, competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.
domenica 3 novembre 2019
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| G. Ungaretti- L'allegria; Il porto sepolto |
La lirica “Risvegli” fu scritta
da G. Ungaretti nel 1916, in uno dei momenti più significativi della sua vita,
quando il poeta, partito volontario e inizialmente convinto interventista,
prende parte alla Prima Guerra Mondiale, combattendo nelle trincee sul fronte
del Carso. L’esperienza diretta della guerra, però, lo pone di fronte all’orrore
del conflitto, all’atrocità ed alla violenza dei combattimenti che provocano
uno stato di disumanizzazione dell’io e gli fa sentire il bisogno di recuperare
l’essenza della vita attraverso la memoria e l’uso della scrittura. Il
riferimento al luogo e al tempo precisi della composizione ( Mariano, 29 Giugno
1916) ci offre molte informazioni importanti: siamo nel periodo più difficile
della guerra sul fronte italiano, la sperata guerra-lampo si è trasformata in
una estenuante guerra di posizione combattuta nelle trincee a pochi passi dal
fuoco nemico, con il continuo pericolo di perdere la vita da un momento all’altro.
Scritta in una delle fasi di
riposo tra un attacco e l’altro, essa risponde al bisogno di prendere carta e
penna e testimoniare attraverso la scrittura la propria esperienza riscoprendo
il valore dell’esperienza umana che in quel momento sembrava irrimediabilmente
perduto.
Lo stesso titolo della lirica
allude ad un “risveglio” dal sonno in cui l’essere umano è caduto in quella particolare
condizione storica che ha causato la guerra, riscoprendo il valore della vita
in tutte le sue forme attraverso il ricordo.
Il tema principale della lirica
è, infatti, il valore della memoria, il ricordo di un passato rimasto nascosto
in una parte profonda dell’animo del poeta, contemplata da lontano. Nella prima
strofa si fa riferimento ad “altre vite” vissute in “un’epoca fonda” che lui
osserva da “fuori” ed in questo tentativo di recuperare il passato ormai perso
si allontana dal presente. Da questo continuo perdersi nella profondità di un
mare di ricordi riemergono immagini familiari, cose consuete a lui care, che
suscitano nel poeta una sensazione di
sorpresa ed un clima di serenità e di
dolcezza di leopardiana memoria, riuscendo a guardare il presente con occhi
nuovi.
La stessa visione dello spazio
circostante diventa occasione di
riflessione e ricordo: il poeta si sofferma a “rincorrere le nuvole”, che, con
il loro sciogliersi e mutar forma continuamente, rappresentano l’eterno mutare
della realtà, legge che regola l’esistenza stessa. La visione delle nuvole fa
scaturire il ricordo delle persone a lui care, che hanno perso la vita, pur
continuando a vivere nella sua mente. Anche nella lirica “San Martino del Carso”
il poeta aveva espresso il valore della memoria dei compagni morti in battaglia
con l’immagine del suo cuore pieno di croci, una per ogni persona che aveva
conosciuto e che la guerra aveva strappato via
senza lasciare neanche un “brandello”.
La riflessione successiva nasce
spontaneamente: l’esistenza di Dio. Un solo verso, una domanda diretta lasciata
staccata dal resto della lirica per evidenziare il valore di ogni singola
parola, la sua essenza più profonda. In un mondo in cui tutto è finito e
limitato nello spazio e nel tempo, dove le nuvole si aggregano e si disfano nel
vento e la vita degli uomini è fragile come le foglioline sui rami degli alberi
in autunno ( come descritto nella lirica “Soldati”) il poeta si pone una
domanda sull’esistenza di Dio, essere infinito ed assoluto. La sua risposta è
positiva. Nella strofa successiva, infatti, l’uomo, “creatura atterrita” dalla
follia della guerra e dalla sua atroce violenza, sbarra gli occhi guardando con
meraviglia e stupore lo spettacolo della natura, del cielo, in cui luccicano
gocciole di stelle che sembrano partecipare alle sofferenze umane, ridando un
aspetto nuovo a quel paesaggio scarno e doloroso. La scelta impersonale del
termine “creatura atterrita” al posto dell’”io” del resto del componimento si
spiega considerando sia il significato del termine “creatura”, essere vivente
creato da Dio e parte infinitesima dell’universo, sia il fatto che la
sofferenza del poeta è universalmente condivisa. La visione dello spettacolo
meraviglioso della natura ha un effetto benefico sull’animo del poeta, che si
sente “riavere”, recupera energia vitale, positività, speranza in un futuro
diverso dal presente che sta vivendo.
La tragedia del presente è ben
espressa attraverso le scelte metriche e
stilistiche. La brevità della lirica, delle strofe e del verso ( a volte
costituito da una sola parola), la presenza di spazi bianchi, la sapiente
collocazione delle parole-chiave, l’uso di enjambements (v.10-11, 16-17, 19-20,
25-26) e la mancanza di punteggiatura, a parte il punto interrogativo al v. 18,
contribuiscono nel creare la sensazione di un fluire continuo di pensieri,
evidenziando il valore della parola in sé, senza il ricorso ad abbellimenti
superflui.
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| "Notte stellata" - Van Gogh |
Leggendo la poesia non si può
fare a meno di ritrovare riferimenti ad opere di altri autori, come G. Leopardi
e G. Pascoli. Il “bagno” di cose consuete della lirica suscita nel poeta una
sensazione di dolcezza come accade al
giovane Leopardi ne “L’infinito” (“e il naufragar m’è dolce in questo mare”). Il
contatto con la natura, in entrambi i casi, allevia le sofferenze e fa
rinascere speranze, recuperando il valore dell’esistenza.
Anche l’immagine delle “gocciole
di stelle” rimanda al “pianto di stelle” della lirica “X Agosto” di Pascoli e
al pensiero di un cielo infinito che partecipa alle sofferenze degli esseri
viventi, nel tentativo di alleviarne il dolore.
La lirica potrebbe essere
considerata un vero e proprio messaggio di pace, che oggi assume un significato
profondo come testimonianza del dramma della guerra e del dovere di preservare
la memoria come impegno di ciascuno di noi.
L'angolo della riflessione: Riscopriamo le radici della nostra cultura
Viviamo in una società proiettata in avanti, in corsa sfrenata verso il futuro, eppure si avverte sempre più spesso la necessità di fermarsi a riflettere e riguardare indietro, chiedersi se veramente questa che abbiamo intrapreso sia la strada giusta da percorrere o se, invece, non sia necessario ridare valore originario a concetti e ideali del passato, che purtroppo sono spesso dimenticati.
Ricordiamo una frase di Leonardo Sciascia "Un paese senza memoria è un paese senza futuro". La memoria del nostro Paese è racchiusa nella cultura umanistica ereditata dalla storia antica, in particolare quella latina.
E' necessario iniziare a considerare il latino non solo come puro esercizio di traduzione, ma come condivisione di idee, pensieri e valori concreti anche a distanza di secoli.
Ad esempio, il termine "Res publica" usato per indicare lo Stato, la politica, intesa come una cosa che riguarda tutti, in cui è coinvolta l'intera comunità.
Oggi, invece, si tende a delegare, a dire.... a me cosa importa... facciano loro, cosa posso fare io?
Invece c'è bisogno di infondere negli animi di tutti i principi del bene comune, della comune partecipazione e del senso di responsabilità personale.
Legato alla politica mi viene in mente anche un altro termine della cultura latina, quello di "homo novus", il primo di una famiglia ad intraprendere una carriera politica per le sue capacità e competenze personali e non perché appartenente ad un ceto privilegiato o per favoritismi.
Analizziamo l'etimologia della parola "Competenze", derivante dal verbo "cum petere". Con esso si intende letteralmente il "muoversi insieme nella stessa direzione" Io lo interpreto anche come la capacità di sapersi muovere in un contesto, affrontare un compito, un problema e risolverlo grazie alle capacità acquisite.
L'unico modo per acquisire competenze nella vita è lo "studio".
Spesso pensiamo a questa parola senza considerare il suo significato profondo, intendendo solo la noiosa e arida applicazione sui libri di testo, l'attività imposta dall'esterno e finalizzata all'interrogazione ed al voto finale.
In realtà "Studium" in latino significa molto di più; il verbo Studere ed il sostantivo Studium latini indicano, sì, l'applicazione allo studio vero e proprio, ma il loro significato indica pure "desiderio, amore, passione" per il sapere e la conoscenza e indicano anche l'atteggiamento di interessarsi a qualcosa, dedicarsi a qualcosa.
Ciò significa che lo studio dovrebbe essere inteso non come obbligo esterno ma come un desiderio che nasce da noi stessi per arricchirci, migliorare e metterci al servizio della società.
Questo è il significato della cultura, le cui radici sono nel verbo "Colere", cioè coltivare, coltivare noi stessi, non lasciarsi inaridire dalla superficialità di ciò che ci circonda, in un mondo dove l'apparire sembra prevalere sull'essere.
Un ruolo fondamentale spetta alla scuola e agli insegnanti, che hanno il compito di insegnare ed educare, un compito molto difficile, che non si limita a trasmettere conoscenze e nozioni, ma riguarda la formazione delle nuove generazioni. Compito degli insegnanti, infatti, è quello di "imprimere" un segno (in signum), far nascere l'interesse, motivare all'impegno, comunicare entusiasmo e piacere per lo studio ed aiutare gli alunni a produrre da sé le proprie idee portandole fuori dalla propria mente (educazione: da ex ducere-portare fuori), in modo tale da essere liberi e autonomi nel prendere decisioni nelle varie circostanze della vita. Tutti i regimi totalitari, in passato come nel presente, hanno avuto paura della cultura e hanno cercato di controllarla e frenarla. Invece è l'arma più potente per combattere le ingiustizie, la violenza, l'odio razziale, la superstizione. La cultura crea uomini liberi, non servi. Riscopriamo le radici della nostra cultura ed apriamoci alla conoscenza delle culture di altri popoli per poter garantire la crescita intellettuale e spirituale dell'umanità.
Commemorazione 4 Novembre 2019
Oggi è una giornata molto importante per tutti noi cittadini italiani: si commemora una data simbolica, il giorno della vittoria e della fine della Prima Guerra Mondiale, ricordando tutti gli uomini che hanno donato la vita in nome degli ideali di "Patria" e "Libertà".
Il nostro messaggio è un messaggio di Legalità e Giustizia, e vogliamo ricordare le parole pronunciate in un celebre discorso da uno dei padri della nostra Costituzione, Piero Calamandrei, il quale paragona la Carta Costituzionale ad una macchina, che senza carburante non si muove. Quel carburante siamo noi tutti, con il nostro impegno, il senso di responsabilità e la partecipazione attiva alla società.
Nella nostra Carta Costituzionale si sentono voci lontane...quelle degli eroi, dei grandi uomini citati nei libri di storia, e quelle di tutti coloro che si sono sacrificati affinché i valori di libertà e giustizia fossero scritti su questa Carta. E' nostro dovere ricordare e non dimenticare.
Piero simboleggia uno dei tanti giovani che partirono per il fronte, a volte animati da un sincero entusiasmo al pensiero di combattere in nome della patria, spesso perché chiamati alle armi, combattenti per senso del dovere. La vita in trincea non era affatto facile; si era esposti alle intemperie, a caldo, freddo, pioggia, neve… al pericolo costante di un imminente attacco del fuoco nemico, ai colpi delle mitragliatrici, dei gas tossici, delle bombe. Si vedevano tanti compagni morire e chi sopravviveva restava ferito nel corpo e nell’animo.
Avete mai sentito l'espressione "scemo di guerra?"- Ebbene, essa fu coniata proprio per indicare tutti i disturbi mentali che presentavano i soldati reduci dal conflitto: sguardo fisso, riso ingiustificato, tremori, e molti altri problemi provocati dal trauma causato dalla guerra.
Molti sentivano il bisogno di aggrapparsi a qualcosa e allora prendevano carta e penna e scrivevano lettere e poesie, come Giuseppe Ungaretti, che nel momento in cui avverte la fragilità della vita umana dice di aver scritto “lettere piene d’amore” e di non essere mai stato “tanto attaccato alla vita”.
mercoledì 9 ottobre 2019
#Savethedate
11 Ottobre 2019
"International day of girl child"
Perché il colore arancione per la giornata delle bambine e delle ragazze? Il motivo è molto interessante: la scelta di questo colore è stata determinata dal fatto che uno degli obiettivi di questa giornata è quello di contrastare molti "Stereotipi" difficili da sradicare.
Che cos'è uno stereotipo? Si tratta di un'idea, consolidata nel tempo, che ti fa vedere sempre le cose in uno stesso modo e si oppone al cambiamento. Stereotipo è associare, ad esempio, il colore rosa alle bambine e l'azzurro ai maschietti, al punto tale da collegare puntualmente il rosa al sesso femminile. Questo in fin dei conti non crea particolari problemi, è solo questione di usanze e culture.
Ma stereotipo è anche pensare che le donne debbano stare in casa e gli uomini andare a lavorare o che stirare sia roba da donne o, peggio, che le donne non devono necessariamente studiare o che ci sono lavori non adatti per loro.
Molte di queste idee sono difficili da far dimenticare in tutti i paesi del mondo; persistono anche in quelli più progrediti e sviluppati.
Per questo motivo è stato scelto un colore diverso dal rosa, un colore pieno di energie ma nuovo rispetto al passato, a dimostrare che cambiare si può.
E' nata così la giornata delle bambine e delle ragazze, ricordata a livello internazionale per non dimenticare che in molti paesi del mondo le bambine non hanno, purtroppo, le stesse opportunità dei loro coetanei maschi e che la parità è ancora lontana.
Osservate questo video che spiega bene le discriminazioni di genere:
Quali pensieri ed emozioni ha suscitato in voi la visione del video? Hai mai sentito parlare delle discriminazioni di genere?
Purtroppo ci sono bambine e ragazze nel mondo che vengono private ogni giorno di tanti diritti; a differenza dei fratelli maschi, ad esempio, molte bambine non possono andare a scuola per antiche usanze culturali o perché devono aiutare in casa o perché le strade sono pericolose, altre sono costrette a sposarsi giovanissime contro la loro volontà, altre ancora subiscono discriminazioni sul lavoro pur lavorando quanto gli uomini.
Lei è Malala Yousafzai, Una ragazza pakistana che da tempo si batte per i diritti civili e il diritto all’istruzione delle bambine e delle ragazze e ha vinto nel 2014 il Premio Nobel per la Pace. È diventata molto conosciuta in seguito all’attacco subito nel 2012, quando fu colpita alla testa da un colpo di pistola sparato da un talebano, mentre stava tornando a casa da scuola a Mingora, nella valle di Swat.
Ascoltiamo insieme il discorso da lei fatto davanti all'Assemblea delle Nazioni Unite e riflettiamo sulle sue parole.
Approfittiamo delle sue parole per esprimere anche noi un messaggio di speranza affinché tutti i bambini e le bambine del mondo possano realizzare i loro sogni. Per domani, 11 Ottobre, realizzate una piccola ricerca sul significato della giornata e portate a scuola l'occorrente per lavorare in gruppo: pastelli, fogli da disegno, magari qualche idea creativa da realizzare in classe.
#Orangetheday
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